Cydia – Victims Of System
Questo lavoro è un buon motivo per uscire dai canoni del death classico ed avvicinarsi a sonorità più moderne ma lontane dal deathcore attualmente di moda.
Alberto Centenari è stato una delle colonne portanti di In Your Eyes Ezine. Tra il 2013 e il 2019 ha firmato oltre 3.800 articoli, dedicandosi soprattutto alle recensioni metal e diventando il principale recensore del genere per la testata. Mosso da una passione totale per il metal in ogni sua forma, ha accompagnato i lettori attraverso centinaia di album, dai grandi nomi alle realtà più underground.
Insieme a Stefano Cavanna ha poi dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine interamente dedicata alla musica metal, dove ha continuato a coltivare la stessa dedizione. Come ama ripetere: la fiamma brucia ancora.
Questo lavoro è un buon motivo per uscire dai canoni del death classico ed avvicinarsi a sonorità più moderne ma lontane dal deathcore attualmente di moda.

Alchemica vive di varie anime che si rivelano emblematiche degli umori, ora drammatici ed oscuri, ora più delicati e melanconici, che si rincorrono tra i vari brani.

Aterra – All Born In Pain: Se si volge lo sguardo ad est del vecchio continente, seguendo il lungo corso della musica metallica che, come un fiume …
Se si volge lo sguardo ad est del vecchio continente, seguendo il lungo corso della musica metallica che, come un fiume attraversa l’Europa da ovest,

Alchemica vive di varie anime che all’ascolto sono emblematiche degli umori, ora drammatici ed oscuri, ora più delicati e melanconici che si rincorrono tra i vari brani

Nel 1998 il mondo del cinema si rivestì di lustrini e pailettes e si tuffò nel mondo del glam rock con questo film diretto da Todd Haynes.

Her Halo conferma l’assoluta qualità della band australiana ed il talento dei suoi protagonisti.

I Seventh Genocide hanno ottime potenzialità e grossi margini di miglioramento, seguirli nelle loro crescita è un passo obbligatorio, per chiunque ami la musica fuori dai soliti schemi.

Legacy risulta un lavoro imprescindibile, sopratutto perchè suonato da una band storica, dall’esperienza enorme e dal talento smisurato,

Un disco onesto e piacevole, senza scendere nell’intricato a tutti i costi, sia per l’intenzione di non strafare da parte dei musicisti, sia per la loro preparazione strumentale unita ad un buon senso melodico.

I Norhod si muovono in un genere dove ormai l’originalità è una chimera ma che, se suonato a questi livelli, è ancora capace di regalare opere entusiasmanti.

n’altra release marchiata a fuoco dalla Transcending Obscurity, un altro notevole esempio di metallo estremo che infiammerà i cuori dei deathsters sparsi per il globo.