iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Epidemia – Leprocomio

Dalle viscere di Quito tornano ad infettare i nostri padiglioni auricolare con il virus nauseabondo e mortale del death metal i terrificanti Epidemia

Epidemia  -  Leprocomio - Recensioni Metal

Dalle viscere di Quito, capitale dell’Ecuador, tornano ad infettare i nostri padiglioni auricolare con il virus nauseabondo e mortale del death metal i terrificanti Epidemia, band attiva già dai primi anni del nuovo millennio.

Dieci anni sono passati dal primo album, Mutilador de cuerpos uscito nel 2006, poi solo un paio di demo ed una compilation fino al concepimento di questo nuovo e brutale assalto sonoro dal suggestivo e quanto mai malsano titolo di Leprocomio.
Uno zombie che si nutre delle carni piagate dei malati terminali di una malattia terribile, una clinica degli orrori dove l’inferno è di casa ed il death metal old school dai rimandi brutal fa da colonna sonora al banchetto a base di arti smembrati, vesciche putrefatte e sangue marcio, questo è, se volete il concept di questa band estrema che spacca come non mai.
Un sound oscuro e tremebondo, velocità e mid tempo, un growl animalesco e chitarre che sanguinano sotto l’emorragia che si manifesta, causata dal maltrattamento subito dai due axeman sudamericani.
Il quintetto non si fa pregare, recupera tutta la sua dirompente forza e ci massacra con questo tsunami di metal estremo, debitore dei nomi storici del death, ma dall’assoluta compattezza, dall’enorme impatto e da un’attitudine che non sfigura di certo al cospetto di act più famosi.
Trentacinque minuti di tempesta metallica, compatta come un monolite di insana violenza, questo è Leprocomio che la Satanath Records immette sul mercato confermandosi label attenta alle realtà estreme in giro per il globo.
Massiccio e brutale, il sound del gruppo si avvicina per impatto alle meraviglie estreme di gruppi come Cannibal Corpse, Dying Fetus e Suffocation; inutile menzionarvi un brano rispetto ad un altro, immergetevi in questo armageddon di suoni e brutalità clamorosamente splatter, non ve ne pentirete.

TRACKLIST
1. Leprocomio
2. Retribución homicida
3. Redención del engendro
4. Miseria introspectiva
5. Agonistes en el inframundo
6. Cadáveres poseídos
7. Necroticismo
8. Existencia repulsiva

LINE-UP
Daniel Villareal – Drums
Adrian Salazar – Vocals
Daniel Murillo – Bass
Juan Carlos Cahuasquí – Guitars
Roberto Amores – Guitars (lead)

EPIDEMIA – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.