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Recensione : Captain Mantell Miracle Mojo

Captain Mantell aprono la strada al nuovo disco con “Miracle Mojo”, un brano che sembra vivere su due binari: da una parte l’immediatezza del singolo, dall’altra una scrittura che lascia intravedere qualcosa di più stratificato.

Captain Mantell Miracle Mojo: la doppia identità di un doppio LP

Nel percorso dei Captain Mantell l’artificiale non arriva come un elemento estraneo. È piuttosto una delle forme attraverso cui la band ha sempre cercato di spostare il rock fuori dalla sua zona più riconoscibile, aprendolo all’elettronica, all’immaginario fantascientifico, alla deformazione e a una costante idea di futuro inteso non come semplice ambientazione, ma come possibilità sonora. Per questo Miracle Mojo, singolo d’apertura del nuovo album Human Or Not, in uscita il 23 giugno per Overdrive Records e Go Down Records, non suona come una deviazione improvvisa, ma come un nuovo capitolo di una ricerca già avviata da tempo.

Attivi dal 2006, i Captain Mantell hanno attraversato quasi vent’anni di musica facendo della contaminazione il proprio tratto distintivo. Rock, elettronica, post-punk, attitudine progressive e immaginario sci-fi non sono mai stati compartimenti separati, né semplici riferimenti estetici. Nei loro lavori precedenti, da Rest In Space a Bliss fino a Dirty White King, il gruppo ha costruito una lingua riconoscibile proprio perché instabile, capace di alternare fisicità e trattamento, slancio rock e costruzione elettronica, gusto narrativo e tensione ritmica.

Miracle Mojo si colloca dentro questa storia con una forma più compatta e concentrata. Il brano non cerca l’apertura panoramica o la deviazione continua, ma lavora su una pressione costante: un groove insistente, una struttura serrata, una voce che non si impone come centro emotivo separato dal resto, ma entra nel tessuto sonoro come parte del meccanismo complessivo. È un pezzo che preferisce la tenuta all’esplosione, la ripetizione alla dispersione, la compattezza alla sovrabbondanza.

La scelta funziona perché anticipa con chiarezza la logica di Human Or Not. Il disco è concepito come un oggetto doppio: sul lato A trovano spazio le canzoni eseguite e prodotte da musicisti umani; sul lato B gli stessi brani diventano materiale di partenza per rielaborazioni realizzate attraverso strumenti di intelligenza artificiale, trasformate in versioni più sperimentali, elettroniche e orientate al club. L’AI non viene presentata come sostituzione del gesto musicale, ma come lente deformante, come presenza altra attraverso cui osservare nuovamente la stessa materia.

 

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In questo senso, il concept non forza la poetica dei Captain Mantell: la rende più esplicita. La band ha sempre lavorato su presenze non umane, slittamenti percettivi, alterazioni del linguaggio rock. Qui quella tensione trova una forma aggiornata e concreta. L’intelligenza artificiale diventa un nuovo interlocutore dentro un immaginario che da sempre gravita attorno a ciò che sfugge alla misura puramente umana: lo spazio, l’alieno, il doppio, il segnale disturbato, la trasformazione.

Miracle Mojo non ha bisogno di spiegare tutto questo in modo programmatico. Lo lascia passare attraverso il suono. La parte rock conserva una sua spinta fisica, ma viene organizzata da una struttura che sembra più interessata al controllo della tensione che alla liberazione immediata. L’elettronica non arriva come superficie aggiunta, bensì come principio ordinatore: dà al pezzo un bordo, ne definisce il movimento, ne accentua il carattere ibrido. Il risultato è una canzone che non oppone naturale e artificiale, ma li fa convivere dentro una stessa pulsazione.

Rispetto ad alcuni momenti precedenti, Miracle Mojo è forse meno espansiva e meno narrativa. Chi conosce il lato più visionario dei Captain Mantell potrebbe percepirla come un ingresso più stretto, meno incline alla divagazione. Ma come singolo d’apertura questa scelta ha una sua efficacia: invece di riassumere l’intero universo della band, ne isola una componente precisa e la porta in primo piano. Il brano stabilisce il clima di Human Or Not senza bruciarne subito tutte le possibilità.

La sua forza sta soprattutto nella coerenza. Dopo una carriera costruita sul confine tra generi, immaginari e linguaggi, i Captain Mantell affrontano il tema dell’AI non come semplice aggiornamento contemporaneo, ma come naturale prosecuzione della propria ricerca. Miracle Mojo conferma questa direzione con un pezzo nervoso, compatto, fisico e insieme processato, capace di tenere insieme immediatezza e costruzione.

Il limite, se si vuole individuarne uno, è che il brano resta molto fedele al proprio dispositivo. Tiene la traiettoria, lavora per accumulo, non concede grandi aperture laterali. Ma è anche questa disciplina a renderlo adatto al ruolo di primo singolo: Miracle Mojo non pretende di esaurire il discorso di Human Or Not, lo introduce. Mette in moto il doppio meccanismo dell’album, quello umano e quello artificiale, lasciando intuire un lavoro pensato non soltanto come raccolta di brani, ma come forma complessiva.

Con Human Or Not, i Captain Mantell sembrano voler portare la propria storica inclinazione per la contaminazione dentro un progetto ancora più strutturato, in cui musica, concept e identità visiva dialogano tra loro. Miracle Mojo ne è una porta d’ingresso solida: non il brano più imprevedibile della loro produzione, forse, ma un singolo che sa esattamente quale funzione svolgere. Riattiva il linguaggio della band, lo concentra, lo aggiorna e lo prepara a sdoppiarsi.

Alla fine, la distinzione tra umano e artificiale non viene trattata come un problema da risolvere, ma come uno spazio creativo da abitare. Ed è qui che i Captain Mantell risultano più credibili: non quando cercano la risposta definitiva, ma quando trasformano quel confine in forma sonora. Miracle Mojo vive in questa zona di passaggio, dove il rock mantiene un corpo, l’elettronica ne modifica i contorni e l’AI diventa parte di una lunga ricerca sull’identità mutevole della canzone.

Tracklist
1. Miracle Mojo
2. Making Night Day
3. A Thousand Words
4. You Didn’t See What I Saw
5. Living in a Video
6. No Other God
7. Down in the Slime
8. Miracle Mojo or Not
9. Making Night Day or Not
10. A Thousand Words or Not
11. You Didn’t See What I Saw or Not
12. Living in a Video or Not
13. No Other God or Not
14. Down in the Slime or Not

Link
Captain Mantell: Spotify / Apple Music / Bandcamp /
Miracle Mojo: YouTube
Miracle Mojo or Not: YouTube 

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