iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : T.h.l. – Thirteenth Hell Level

Ottimo debutto per i lombardi T.H.L. autori di un album hard rock classico ma allo stesso tempo originale.

T.h.l.  -  Thirteenth Hell Level - Recensioni Rock

Ottimo debutto per bresciani T.H.L. con questo lavoro omonimo licenziato dalla Sound Management Corporation e di cui i ragazzi della Atomic Stuff curano la promozione.

La band suona hard rock, niente di nuovo direte voi, vero, ma lo fanno con personalitร , cercando di differenziarsi dalla miriade di band che si confrontano con il genere, proponendo otto brani piรน due cover (Born To Be Wild degli Steppenwolf e Honky Tonk Women degli Stones) particolari nelle ritmiche per niente scontate e sopratutto nell’uso della voce, calda, personale, molto piรน indirizzata verso toni blueseggianti che stradaioli, da parte della bravissima Federica Cressi.
La musica della band non risulta diretta come in molti loro colleghi, a parte le due cover conosciute da tutti (almeno chi legge la sezione hard/metal di iyezine) ed interpretate con piglio dal gruppo: l’hard rock dei T.H.L., infatti, tende ad essere ragionato con la band che non molla mai le briglie ma, con eleganza ed una certa cura per le melodie, sforna un lotto di canzoni coinvolgenti.
Con la doppia chitarra a rubarsi il palcoscenico tra riff e solos e lโ€™ottima sezione ritmica protagonista di un gran lavoro (Master Domino), si distingue come detto per il gran talento la vocalist, sul pezzo sia quando la musica della band si fa grintosa, sia sui brani piรน intimisti dove, a mio parere, offre il meglio con un’interpretazione passionale.
Molto bella Longway To Redemption, semiballad in crescendo dove la band piazza ottimi solos da metร  brano in poi, e riuscita appare anche War, la piรน โ€œgunnerโ€ del lotto, resa originale dall’apporto al microfono della Cressi.
Sociopatic, brano conclusivo di questo lavoro, vede la band partire in quarta con un riff leggermente piรน moderno, per poi rallentare ancora i ritmi e lasciare alla vocalist la gloria con una performance spettacolare, che la rende lโ€™autentica mattatrice di Thirteenth Hell Level.
Siamo di fronte ad un ottimo lavoro dunque, a mio parere molto originale e con margini di miglioramento per la band molto alti: se siete amanti dei suoni hard rock e cercate qualcosa di diverso, pur mantenendo un impronta classica, quello dei T.H.L. รจ l’album che fa per voi, alla prossima.

Tracklist:
1. Master Domino
2. Born To Be Wild
3. Really Cruel
4. Honky Tonk Woman
5. Erythroxylum
6. Longway To Redemption
7. War
8. Somewhere
9. Forget
10. Sociopathic

Line-up:
Simone “Duff” – basso
Fiore “Flow” – chitarra
Fede “Vox” – voce
Luca “Clava” – batteria

T.H.L. – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.