Recensione : Stevie Wonder Songs in the Key of Life

Scopri Stevie Wonder Songs in the Key of Life, l'album simbolo degli anni '70: temi sociali, fede, amore, influenze sull'hip hop e analisi delle canzoni più celebri.

50 anni di “Songs in the Key of Life”, il capolavoro con cui Stevie Wonder ha spiegato il mondo.

il 28 settembre 1976 usciva il diciottesimo album “Songs in the Key of Life”, un album che gioca su un doppio binario: da una parte vi è volontà di fornire delle vere e proprie chiavi per capire la vita, dall’altra parte è anche un gioco di parole per fare riferimento al concetto di tonalità ovvero a “canzoni in tonalità della vita” quindi la vita stessa è vista come una melodia.

Gli argomenti infatti sono le esperienze basiche che caratterizzano l’esistenza di ogni essere umano: il dolore, la gioia, l’amore, la fede in Dio, la speranza, il razzismo, temi sociali. Rappresenta l’apice del suo “periodo classico” inaugurato da “Music of my Mind”, “Talking Book”, “Innervisions”, “Fulfillingness’ First Finale” e “Songs in the Key of Life”. A mezzo secolo di distanza dalla sua pubblicazione, sembra un album attuale, fondamentale per le influenze dell’hip hop americano ma anche per i suoi temi che sono una costante per gli uomini di ogni epoca ma la caratteristica fondamentale di quest’album è che molti degli strumenti vengono suonati direttamente da Stevie Wonder.

La denuncia sociale: la rabbia verso i potenti L’attualità del disco sta proprio nelle denunce sociali che Stevie porta avanti con lucidità.   In “Village Ghetto Land” racconta la vera vita di uomini, bambini e donne nel ghetto, definito una strada da cui non si può più uscire , costretti a vivere nella paura. C’è un’accurata descrizione per sottolineare la denuncia sociale: vi è la presenza di ladri, di mendicanti che cercano da mangiare nei bidoni della spazzatura, vi sono vetri rotti ovunque, bambini che giocano anche con le macchine arrugginite, apparentemente contenti quando in realtà hanno le piaghe nelle loro mani. In tutto ciò i politici si girano d’altra parte godendosi la propria ricchezza, ignorando il fatto che esiste una parte di mondo in cui le famiglie, pur di sopravvivere, comprano cibo per cani. La fame sta degenerando e i bambini muoiono di fame.

È uno dei brani in cui la rabbia di Wonder si fa sentire, marcato soprattutto dall’ ironia della composizione vale a dire la contrapposizione tra testo e musica ma anche dal titolo stesso: il termine “Land” lo ritroviamo solitamente nei nomi dei parchi divertimenti. Il fatto che volontariamente abbia voluto aggiungerci il termine “Land” ci fa ancora più riflettere. Il suo è un invito all’ascoltatore a prendere coscienza della vera situazione e a non ignorarla. Il tutto finisce con una frase, altrettanto ironica “dimmi che saresti felice vivere a Village Ghetto Land“.

Il tutto è contrastato da una musica allegra caratterizzata da un’apertura orchestrale di violini. Un ruolo fondamentale lo svolge anche “Pastime Paradise” criticando tutti coloro, in particolar modo i potenti, che decidono di rimanere indifferenti alle problematiche moderne. Stevie decide di assumere un atteggiamento opposto elencando uno ad uno in rima i vari disagi: dissipazione, razzismo, consolazione, segregazione, isolamento, sfruttamento. Abbiamo passato troppo tempo a vivere aspettando un futuro paradiso che mai arriverà, incita quindi a prendere in mano la propria vita e a viverla totalmente. Sempre in linea con le istanze dell’attualità, “Pastime Paradise” sarà riconosciuta da tutti per il suo iconico riff che diventerà nel 1995 la base su cui il rapper Coolio costruirà “Gangsta’s Paradise” a dimostrazione di come questo disco abbia gettato i semi per la nascita dell’hip hop moderno. Oltre che diventare la voce del popolo indifeso e ignorato, Stevie decide di raccontare la verità che i testi scolastici non hanno mai raccontato.

“Black man” inizia con un intro di chitarra e con il verso “il primo uomo a morire per la bandiera che ora teniamo alta era un uomo di colore”. Nonostante sembri un brano che voglia esaltare il popolo afroamericano, in realtà dà dignità a più etnie tra cui i nativi americani, le popolazioni di origine asiatica ed europea e lo fa creando una vera e propria lista di ciò che, ogni etnia ha contribuito a fare per lo sviluppo degli Stati Uniti. È affascinante il doppio livello di lettura con cui Wonder usa l’espressione “i colori magici” per riferirsi ai colori della bandiera americana sia per riferirsi alla diversità etnica. Stevie incita a difendere la nostra libertà per evitare che la storia si ripeti, enfatizzando il concetto che è un mondo costruito dal contributo di tutti gli uomini.

La critica alle continue guerre, viene riportata in “Saturn” esprimendo il desiderio di scappare via da un mondo fatto di sofferenze e rifugiarsi in un altro pianeta idilliaco dove la violenza non è all’ordine del giorno, incoraggia così gli uomini a non commettere gli stessi errori che hanno fatto sulla terra. Nonostante i grandi uomini del passato abbiano detto che la felicità e la verità non possono essere comprate o vendute, allora perché tutti sono così freddi? Su Saturno la felicità non è quella fatta da oggetti materiali ma da arcobaleni, una vita che dura fino a 205 anni, dove voliamo invece di usare le macchine, una vita fatta di cose semplici e non materiali perché questa è la vera felicità. Sulla terra, per trovare la pace, si fa la guerra uccidendo uomini, donne e bambini innocenti che non sanno neanche perché stanno morendo. Uccidono con la bibbia in mano.

L’amore e fede verso Dio come anelli di congiunzione  

L’amore è una costante nella vita degli uomini ma Wonder ne rifiuta la rappresentazione stereotipata. Quando pensiamo all’amore, solitamente pensiamo a un amore tra due adulti che si amano, un po’ come nei film, ma ne esistono molteplici forme: l’amore verso un partner, verso la propria figlia, per la musica o un amore per Dio.

Il primo brano “Love’s in Need of Love Today“, una ballad evangelica, inizia con un saluto, a indicare l’inizio dell’album e con un annuncio di una notizia seria da comunicare, che potrebbe significare il disastro nel mondo. Laddove l’odio sta circolando, invita a diffondere amore il più presto possibile perché l’odio si sta diffondendo rapidamente, spezzando cuori. L’odio è una forza contagiosa e un mondo senza amore, ne rappresenterebbe la sua fine.

Improvvisamente cambia registro e l’iconico pianto di una bambina che ci anticipa il tema della canzone e il suono dell’armonica, introducono “Isn’t She Lovely”, una bellissima canzone d’amore ma dedicata non a una donna, come siamo abituati solitamente, ma a una bambina, o meglio dire, a sua figlia nata un anno prima della composizione di quest’album. “Isn’t She Lovely” è la canzone più conosciuta di Stevie Wonder anche da chi non è a conoscenza del cantante, pubblicata come singolo promozionale. Si tratta di una celebrazione verso la figlia con le seguenti domande: “ma non è carina? Ma non è adorabile?” E come in ogni canzone di Stevie che si rispetti, vi è la presenza religiosa: ringrazia Dio per aver creato il miglior Angelo.

Ad un certo punto, un meraviglioso e magico suono di arpa sembra avvolgerci, entrando così dentro a una favola. In “If It’s Magic” Stevie si chiede perché l’amore, una forza quasi extraterrestre, non umana, non può essere eterno come il sole che splende, come le galassie nel tempo. Se è così speciale, perché non ce lo teniamo stretto a noi? Forse abbiamo bisogno di più promesse d’amore come in “As” il cui ritornello è caratterizzato da metafore con situazioni improbabili come “fino a quando l’oceano coprirà ogni montagna” o “finché il delfino non vola e i pappagalli vivono in mare” cantato da un coro e seguito da “per sempre” di Stevie. Interviene una seconda voce, più graffiata.

L’amore verso Dio è un amore puro, diverso da quello umano. Dio è una seconda costante degli uomini, soprattutto per Stevie Wonder che è cresciuto all’interno di un ambiente religioso. Ne parla in “Have a talk With God” il quale invita l’amico ad affidarsi alle mani di Dio, l’amico più fedele che l’uomo può avere che non ti abbandona mai quando la vita diventa difficile. Quando non trovi la tua risposta e la tua strada, Dio è pronto ad ascoltare. Lo definisce addirittura uno psichiatra gratuito, che non chiede nulla in cambio.

Un’ ultima forma d’amore è un amore verso la forma più astratta: musica. Stevie in “Sir Duke” elogia sia il fatto che la musica è una lingua universale che tutti sono in grado di comprendere, sia il Sir Duke in persona, soprannome assegnato dallo stesso Wonder al cantante Duke Ellington, pseudonimo di Edward Kennedy Ellington e morto nel maggio del 1974, definendolo il “re di tutti”. Cita altri nomi di pionieri del jazz tra cui Count Basie, Glenn Miller e “Satchmo”, soprannome di Louis Armstrong e Ella Fitzgerald.

Da questo album emerge chiaramente come Stevie Wonder sia un inguaribile romantico, ma non solo. I temi di quest’opera sono attuali soprattutto in un mondo contemporaneo privo di tolleranza in cui gli uomini hanno perso i veri valori della vita, anzi sembrano persi all’interno di un labirinto smarrendo la propria strada. Stevie forse si è accorto di tale smarrimento e ha voluto offrire alle persone delle chiavi di lettura per alleggerire il proprio cuore e riscoprire le cose davvero importanti: l’amore, la famiglia, la fede in Dio, la voglia di vivere la propria vita ma senza mai abbassare la guardia sui temi sociali come il razzismo.  Il suo intento era parlare sia alle generazioni del tempo ma anche alle generazioni future: un traguardo che, a cinquant’anni di distanza, possiamo dire raggiunto.

Stevie Wonder: Songs in the Key of Life Streaming

Stevie Wonder: Songs in the Key of Life Tracklist

1. Love’s in Need of Love Today- 7:06

2. Have a Talk With God – 2:42

3. Village Ghetto Land – 3:25

4. Contusion – 3:46

5. Sir Duke – 3:56

6. I Wish – 4:12

7. Knocks Me Off My Feet – 3:36

8. Pastime Paradise – 3:27

9. Summer Soft – 4:14

10. Ordinary Pain – 6:16

11. Isn’t She Lovely? – 6:34

12. Joy Inside My Tears – 6:31

13. Black Man – 8:27

14. Ngiculela – Es Una Historia – I Am Singing – 3:48

15. If it’s Magic – 3:12

16. As – 7:08

17. Another Star – 8:08

18. Saturn – 4:54

19. Ebony Eyes – 4:10

20. All Day Sucker – 5:06

21. Easy Goin’ Evening (My Mama’s Call) – 3:58

 

 

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