CARCHARADON – NEVER ON YOUR SIDE – recensione

Carcharodon tornano con Never on Your Side (Satanath Records): 10 tracce in 23 minuti tra crossover thrash, hardcore e sludge, nel segno di Ratos de Porão.
Carcharodon – Never on Your Side

Tornano i Carcharodon power trio composto dai fratelli Pixo e Boggio da Alassio e da Nuzzi da Pietra Ligure.
“Never on Your Side” è un vero e proprio assalto sonoro che sprizza un’attitudine che mi ricorda gruppi mai dimenticati da chi ha l’età dello scrivente ma purtroppo spesso sconosciuti o quasi alle generazioni successive.

Fin al primo ascolto mi vengono in mente i Ratos de Porão o meglio sembrano voler (forse) involontariamente combinare la violenza del crossover thrash/hardcore tipica del gruppo brasiliano con la pesantezza fangosa del loro ormai storico background sludge/death ‘n’ roll.
Il disco suona in certi brani e in molti passaggi di altri come i Ratos dei loro capolavori Descanse em Paz e Dirty and Aggressive.
Se i precedenti Bukkraken e Sbhorror avevano già mostrato una band ulteriormente incattivita, in quest’ultimo lavoro (pubblicato a settembre 2026 tramite Satanath Records) i Carcharodon hanno tolto il piede dal freno, registrando un disco cortissimo, ultra-veloce e totalmente privo di fronzoli e virtuosismi.

Gruppi come i Ratos de Porão hanno fatto la storia con album rapidi, feroci e privi di riempitivi.
I Carcharodon applicano la stessa identica filosofia: 10 tracce per soli 23 minuti totali. Gran parte dei pezzi viaggia sotto la soglia dei 3 minuti.
La band abbandona in gran parte i rallentamenti sludge dei dischi precedenti per abbracciare un dinamismo ritmico serratissimo.
La batteria di Nuzzi picchia duro su tempi D-beat e Crossover, creando quella spinta costante che ti costringe a muovere la testa a tempo di moshpit, proprio come nei migliori momenti dei Ratos e in quelli di altri gruppi simili come Accused, Attitude Adjustment, Cryptic Slaughter e Poison Idea e come i più recenti Tragedy, From Ashes Rise e His hero is gone.

I riff di chitarra di Boggio hanno abbandonato le classiche dilatazioni stoner per farsi serrati, taglienti e quadrati.
Il basso di Pixo è diventato una motosega ed è il vero collante del disco. Ha quel suono sferragliante, distorto e pesantissimo che evoca tanto Lemmy dei Motörhead quanto il crossover più cupo degli anni ’80 e ’90. La sua voce, ruvida e abrasiva, sputa testi con un’urgenza punk che quasi azzera l’originaria ironia “macho” del passato in favore di un nichilismo di strada decisamente più reale.
I testi passano infatti dai cliché del rock più rozzo e stradaiolo ma con una fortissima dose di autoironia e sarcasmo a temi sempre più cinici e nichilisti, affrontando la stupidità umana, il degrado sociale e storie grottesche/scabrose a tinte horror un po’ come facevano i già citati Accused e molto vicine allo stile del crust punk e del death metal old school.

Produzione è diventata “In Your Face” e a questo giro il mixaggio ha mantenuto un feeling grezzo e live.
Non ci sono finti trigger o chitarre iper-pulite: suona sporco, anarchico, analogico e sudato, proprio come un concerto in un centro sociale occupato o in un club sotterraneo e di periferia.
I brani d’apertura ti investono subito a 200 all’ora. Il minutaggio medio delle tracce si è abbassato drasticamente: pezzi da due minuti e mezzo che arrivano, distruggono tutto e se ne vanno.
In tal senso suonano Speedfreaks, Never on Your Side, D.O.C. e nella coppia Pig Faced Turd e The Sharpest Knife dove fa anche capolino il grind.
Se la velocità hardcore/crust/grind sia il motore principale, i Carcharodon non dimenticano da dove vengono.

In alcuni pezzi rallentano improvvisamente in breakdown pesantissimi tipicamente sludge, creando un contrasto dinamico che rende i successivi cambi di tempo ancora più devastanti.
E’ il caso di The Balls’ Law, Bet on the Fools, Bet on the Fools, Leather Alligator (quasi southern rock alla C.O.C. periodo anni 90) e della conclusiva Clubhouse Stangata, la traccia più lunga e ambiziosa dell’album.

I Carcharodon in quest’ultima traccia tirano le somme unendo tutte le loro anime: c’è il groove granitico, ci sono i rallentamenti dello sludge e c’è la coda finale guidata da accelerazioni assassine e un prologo di synth quasi new-wave.

È la degna conclusione di un album che non fa respirare l’ascoltatore dall’inizio alla fine esattamente come nella recente presentazione dal vivo avvenuta al Beer Nest di Finale Ligure.
Non ho sentito le atmosfere desertiche alla Kyuss e sono sicuro che chi ascolterà questo disco che non ne sentirà la mancanza.

CARCHARADON NEVER ON YOUR SIDE Streaming

CARCHARADON NEVER ON YOUR SIDE Tracklist

1. Speedfreaks 02:02
2. Never on your side 01:49
3. The Balls’ Law 03:04
4. Shark tank tragedy 02:46
5. D.O.C. 01:35
6. Pig faced turd 01:26
7. Bet on the fools 03:10
8. Leather alligator 02:15
9. The sharpest knife 00:44
10. Clubhouse stangata 04:22

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