
ΚΕΝΌΣ – Inner Rituals
Inner Rituals sorprende con le sue sonorità disturbanti, lontane da ogni freddo tecnicismo ma capaci, piuttosto, di lasciare chi ascolta in uno stato di perenne sospensione.

Inner Rituals sorprende con le sue sonorità disturbanti, lontane da ogni freddo tecnicismo ma capaci, piuttosto, di lasciare chi ascolta in uno stato di perenne sospensione.

Altrimondi Editoriale – Giugno 2018: Maggio è stato un mese magro.
Sono successe tante cose, nella nazione, nel mondo, di meno nella sezione fantascientif…

Il video di Overdrive, dall’album Turning Point (Eclipse Records).

The Great Herald Of Misery e un’opera di buona caratura ma se non si ha familiarità con il djent/glitch più estremo si può rivelare di digestione piuttosto complicata.

Hertz Kankarok conferma e rafforza le impressioni destate in occasione dell’esordio, offrendo con questo nuovo ep intitolato Make Madder Music un’altra mezz’ora abbondante di sonorità fresche e imprevedibili.

Nel corso del programma condotto da Mirella su EnergyRadio, avremo uno spazio di qualche minuto nel corso del quale porteremo in evidenza i migliori dischi da noi recensiti nel corso della settimana. Qui è disponibile la versione testuale dell’ultima puntata.

Riccardo Cuor Di Maiale. Della Morte E Della Fine (prima Parte): Riccardo cuor di maiale. Della morte e della fine (prima parte).
Racconto di Daggo Roschi
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Un lavoro che mantiene un tasso qualitativo bel al di sopra della media, con il suo picco in un episodio magnifico come Lost And Broken, brano emblematico di una capacità di scrittura da parte degli Hekate che sicuramente non è stata corrotta dal tempo.

Il black metal dei Blood Rites si rivela una morbosa, blasfema ed efficace cascata di suoni, prodotta in maniera adeguata alla bisogna ed in grado di assolvere al compito di colpire mortalmente in maniera concisa ma definitiva

Season of Grief alla fine si lascia ascoltare ma, quasi ad avallare l’impietosità del confronto, la band greca piazza alla fine la cover di The Rise of Sodom and Gomorrah che definisce con chiarezza la distanza siderale che spesso intercorre tra i maestri di un genere ed i loro volenterosi epigoni.

R.I.P. è il primo dei full length ristampati dalla Century Media utili a ricordare chi fossero i Coroner, una band di fondamentale importanza nello sviluppo di un certo tipo di trash metal tanto d’impatto quanto tecnico ed innovativo.

Un power metal spontaneo, con un tocco moderno di prog che riesce a non sconfinare nel virtuosismo.