Recensione : RFC – La parte più vera

Caserta chiama, l'underground risponde: "La parte più vera" è il disco che non fa sconti.

RFC - La part più vera

Ritieniti Fortemente Coinvolto. E’ quello che succede quando finisci sotto il palco degli RFC. Caserta sul palco, caos sotto. Una scarica elettrica dove il levare dello ska ti fa muovere le gambe e l’aggressività del punk-hardcore ti spacca il petto. Non puoi stare fermo. Devi saltare, sudare, urlare.

Ce l’abbiamo tra le mani: La parte più vera, settimo disco degli RFC. Uscito per l’etichetta indipendente Maninalto! Records, ha segnato il grande ritorno in studio della crew casertata dopo quasi dieci anni. Li hanno fatti pesare tutti in 28 minuti e 12 tracce che non fanno sconti. E’ RFC al 100%. Punk ruvido, graffiante, di strada. Che però abbraccia le ritmiche morbide e in levare dello ska. Doppia anima, zero compromessi. Testi tutti in italiano, urlati in faccia. Rivalsa, voglia di ricominciare, di urlare chi sei davvero, dopo gli anni di m*a della pandemia. Niente pose, solo verità.

E poi le collaborazioni, quelle che contano davvero. Quelle della famiglia allargata che è la scena indipendente italiana: in Festa entrano i Rumatera e Gino Fastidio. Una traccia ironica e travolgente, che mescola rime campane con quelle venete, unedo idealmente due facce e due culture geografiche d’Italia in un unico grande brindisi. Un ritmo scatenato che però nasconde un testo di riflessione: la storia comune di un giovane migrante del Sud che cerca una possibilità al Nord e prova a superare lo shock del cambiamento. In Semplice ci sono gli Statuto.

I maestri del mod/ska portano il loro marchio di fabbrica nella rielaborazione della celeberrima e omonima canzone di Gianni Togni del 1981che qui diventa un inno calcistico. Passione pura e genuina, l’amore viscerale per il calcio che nasce da bambini, che va oltre le categorie. In Figlia Ribelle, che vede la collaborazione di Isabella Vitali (Plug Out Head) e Sal Rinella (Viboras e Rubber Room), arriva un’intesa affermazione di autenticità ed emancipazione femminile. Il brano affronta il conflitto generazionale e il rifiuto del conformismo. Una ribellizione non distruttiva, ma un’esigenza vitale per difendere la propria identità e i propri valori al di fuori degli schemi imposti.

Perché alla fine il punk non è un genere, è la parte più vera che ti è rimasta. E gli RFC la fanno urlare ancora.

Vai a sentirli sotto palco. Poi ne riparliamo.

RFC – La parte più vera – Tracklist

1. Revolution – 03:42

2. Fuori dal coro – 03:27

3. Festa – 03:45

4. With Me – 02:36

5. Figlia Ribelle – 03:11

6. Il vuoto – 02:24

7. Vorrei dirtelo – 03:41

8. Autoritratto – 03:09

9. Senza remore – 02:52

10. Amnesia – 03:16

11. Il vuoto 2.0 – 02:58

12. L’ultima canzone – 03:08

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