Dalla periferia più ruvida, dove Pesaro diventa East Coast per legittima difesa, i Distrasse esordiscono con Gelicidio.
Dieci tracce, 41 minuti. Nessun filtro. Un lavoro viscerale, “cristallizzato per non vederlo morire. O forse, per non sentirlo più soffrire.”
Niente posting revival. I Distrasse sono post-punk perchè non potrebbero essere altro: sonorità oscure e tormentante, l’irriverenza del punk sputata su ritmiche tribali, testi introspettivi che graffiano e muri di distorsione grunge. Le radici sono anni ’80, ma il ruono è rivudo, sporco. Dannatamente presente.
Gelicidio, uscito per l’etichetta indipendente Elsa Records, è una mappa dell’interno interiore. Si muore a Cuneo, si dispera ad Aosta e L’Emilia fino a Berlino Overst. Un disco che deraglia. Buio Eterno è la dichiarazione d’intenti. Un pugno nello stomaco per presentarsi. Poi si viaggia in discesa con Samangan: dagli Urali fino all’Afghanistan. Un ponte tirato tra Oriente e nevrosi occidentale. Poi arriva il centro: Delirio Statico, con la straordinaria Koko Moon, che ci inchioda come insetti sotto un bicchiere. Grida, violenza e colpi gratuiti. Nessuna via d’uscita. E Keine Kamikaze? Brucia già dal titolo. Foga al massimo, potenza senza freni.
Gelicidio non lascia intendere. Non vuole piacere. Brucia di rabbia, dolore, ossessione, potere, consumismo e malattia. Te lo sbatte in faccia e ti lascia lì. A sanguinare.
Debutto dell’anno? No. Schiaffo dell’anno.
Distrasse – Gelicidio – Tracklist
1. Intro – 01:20
2. Buio Eterno – 03:05
3. Notizioni di Potere – 03:47
4. Il Ricovero – 04:28
5. Samangan – 06:23
6. Delirio Statito – 04:34
7. Y.K. Blue – 02:39
8. Keine Kamikaze – 03:24
9. Ilaria – 04:40
10.L’Origine Riflessa – 06:48










