
Tales Of Deliria – Beyond The Line
Ci troviamo davanti a una prova già di notevole spessore ma che lascia spazio a ulteriori sviluppi e che ci spinge a seguire con interesse le mosse dei Tales Of Deliria nel prossimo futuro.
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

Ci troviamo davanti a una prova già di notevole spessore ma che lascia spazio a ulteriori sviluppi e che ci spinge a seguire con interesse le mosse dei Tales Of Deliria nel prossimo futuro.

I Caltrop piacciono per il loro approccio genuino e disincantato; immagino che siano una band ideale da godersi dal vivo (magari con un bel boccale di birra in mano) e, se mai un giorno dovessero capitare dalle nostre parti, sarebbe un peccato farseli sfuggire.

“Smooth Comforts False” è un’opera che al primo impatto risulta spiazzante se non addirittura ostica, ma che, ascolto dopo ascolto, svela tutto il suo inusuale fascino

L’album ha un mood introspettivo che lo rende sicuramente intrigante ma di difficile assimilazione

I Ravenscry dimostrano d’essere molto di più che la solita female-front band

La voce di Masha e il muro sonoro eretto dai suoi compagni travolgono e coinvolgono ascolto dopo ascolto e i brani si susseguono senza che affiori mai un minimo senso di assuefazione o di noia.

I Three Steps To The Ocean convincono pienamente per l’intensità dei loro brani, che non provocano neppure un attimo di noia, riuscendo a sfuggire alla trappola della ripetitività

Gli Angellore con “Errances” dimostrano di saper maneggiare con la dovuta maestria la materia gothic-doom offrendoci un disco di valore elevatissimo.

I Llvume riescono pienamente nell’intento di rappresentare una proposta dalle molte sfaccettature, di spiccata personalità e per nulla imprigionata nei cliché del genere, offrendo sia agli estimatori del pagan folk sia a quelli del death-doom un prodotto da assaporare in ogni suo passo.

Le sensazioni che restano impresse dopo l’ascolto di “Anatomia dell’Essere” sono del tutto positive e per questo motivo contiamo di poterci gustare al più presto un album intero degli ottimi Sick Monkey.

I Signs Preyer si rivelano così come l’ennesima band da tenere d’occhio nell’immediato futuro, senza per questo dover rinunciare a godersi fin d’ora quaranta minuti di buona musica.

In Loving Memory – Intervista: Gli In Loving Memory sono una band spagnola che ha esordito quest’anno con un ottimo disco di death-doo…