
Myridian – Under The Fading Light
Myridian – Under The Fading Light: Pregevole esordio autoprodotto degli australiani Myridian, autori di un gothic-doom di rimarchevole spessore; col…
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

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Dordeduh – Intervista: Nel 2006 “Om” dei Negura Bunget venne salutato come una delle migliori opere del decennio, in grado di fondere magicamen…

“Hystero Demonopathy” è l’ulteriore conferma del genio di un musicista fuori dal tempo e ancora ben lontano dall’aver esaurito la propria parabola artistica.

Il secondo lavoro di Pierre conferma pienamente le già ottime sensazioni destate nell’esordio, grazie anche a una contiguità stilistica, quasi inevitabile direi, visto il breve intervallo di tempo trascorso tra l’uscita dei due dischi.

“Fri” non ha alcun momento di cedimento, con il pathos sempre al massimo livello

Mass V entra sotto pelle in maniera lenta ma letale, rendendo il suo ascolto un’esperienza terrificante, straniante e appagante allo stesso tempo; ognuno proverà queste sensazioni in misura diversa secondo la propria sensibilità e il tipo di approccio, ma difficilmente si potrà restare indifferenti.

Un album che brilla per la sua compattezza e che merita l’attenzione anche di chi è meno avvezzo a queste sonorità.

Un esordio che, oltre ad essere vivamente consigliato ai più devoti a questo tipo di sonorità, costituisce anche l’ennesimo segno di vitalità da parte dell’emergente scena doom dell’ex-Unione Sovietica.

“Principia Discordia” è un degno seguito a “La Voce Dei Morti”, che dalla sua forse aveva in più l’originalità dell’idea e una conseguente maggiore omogeneità, ed è senza dubbio un lavoro dal valore indiscutibile che sarebbe ingiusto prendere in considerazione solo per le sue peculiarità extra musicali.

Il gruppo inglese mette sul piatto, sei anni dopo “Noctambulism”, un autentico carico da undici, esibendosi in un death-doom nel quale l’impatto delle sonorità pachidermiche prevale nettamente sui rari accenni di stampo melodico.

Disco consigliato e supporto obbligatorio, da parte degli amanti delle sonorità novantiane, per una band in grande crescita e assolutamente da non perdersi in versione live.

Il sound, devoto a un death metal melodico di matrice svedese, non sembra volersi svincolare dalle pesanti influenze dei maestri del genere, aspetto che ha fortemente condizionato la valutazione dei precedenti lavori.