
Grimegod – Wrong Roads
Un ritorno gradito e tutt’altro che superfluo per una band che potrebbe ricavare oggi quelle gratificazioni che forse non ha ottenuto nella prima fase della propria carriera.
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

Un ritorno gradito e tutt’altro che superfluo per una band che potrebbe ricavare oggi quelle gratificazioni che forse non ha ottenuto nella prima fase della propria carriera.

Exilia – Chiavari 12 Luglio 2014: Non sempre il caso gioca dei brutti scherzi, come troppo spesso accade: trovandomi di passaggio a Chiavari lo scorso 12 …

Celestite, ultimo lavoro dei Wolves In The Throne Room, spiazzerà non pochi fan della band visto che, per l’occasione, i fratelli Weaver si sono presi il lusso (ed il rischio) di dare un seguito in veste ambient al precedente album “Celestial Lineage”.

Pur non abbandonando la versatilità messa in mostra in questo lavoro, una svolta più decisa a favore di uno specifico indirizzo stilistico, preferibilmente quello dai toni più oscuri e diretti, potrebbe consentire ai comunque bravi In My Shiver di compiere il definitivo salto di qualità.

I diciotto minuti di Ulvaja non deludono, mostrandoci una band che, nonostante il lungo silenzio, appare ancora in grado di lascare il segno con il suo death doom plumbeo ma contrassegnato da ampie aperture melodiche.

Un EP davvero coinvolgente, composto da un musicista che, a giudicare dalle premesse, possiede tutti i numeri per lasciare in un prossimo futuro un segno tangibile nella scena metal tricolore.

“Pessimistic Outcomes” è un ottimo disco e rappresenta un ulteriore passo avanti per i Wrong, che vanno apprezzati per la voglia di non appiattirsi su canovacci particolarmente scontati

“Concrescence of the Sophia” è una nuova imperdibile ed allucinata discesa nelle acque plumbee di un’oscura e silenziosa caverna priva di sbocchi.

L’ascolto di Vol. I è un esperienza decisamente appagante, anche se non adatta a qualsiasi tipo di orecchio.

Arsonist si dimostra abile nell’amalgamare le ruvidezze del black con un indole progressiva dalle tinte fosche raggiungendo il risultato, tutt’altro che scontato, di esibire una certa varietà di schemi senza che questa risulti, nel contempo, troppo cervellotica.

Esordio sulla scena di questa one man band argentina denominata Funeris, alle prese con un’interessante proposta incentrata su un funeral doom dalle sembianze sufficientemente melodiche.

“Drakon” è un album al quale la semplice etichetta death/black non solo sta stretta ma, per certi versi, può risultare anche fuorviante, alla luce delle pesanti influenze dark-doom e di una certa vena sperimentale esibita in diverse parti del lavoro.