
Kvity Znedolenykh Berehiv – Za Nebokray Mriy
Splendido demo d’esordio per il giovane musicista ucraino Dmytro Pryymak, alle prese con un death-doom di qualità sorprendente.
Stefano Cavanna scrive per In Your Eyes Ezine dal 2011 ed è uno dei recensori metal di riferimento della testata. La sua formazione di ascoltatore, da figlio degli anni Sessanta, parte dal progressive rock per poi virare verso sonorità più cupe: la scoperta della darkwave e del gothic rock, e soprattutto l'ascolto di Forest of Equilibrium dei Cathedral, lo conducono verso gli abissi del doom. Da lì un percorso senza ritorno tra le atmosfere funeree di Anathema, My Dying Bride, Shape of Despair e Skepticism.
Questa passione si è concretizzata nel libro Il Suono del Dolore – Trent'anni di Funeral Doom, pubblicato da Tsunami Edizioni nel 2023. Insieme ad Alberto Centenari ha dato vita a MetalEyes, la costola di iyezine dedicata alla musica metal, che continua a portare avanti.

Splendido demo d’esordio per il giovane musicista ucraino Dmytro Pryymak, alle prese con un death-doom di qualità sorprendente.

Il duo tedesco Albez Duz è autore di una prova interessante che, pur muovendosi all’interno dei territori del doom, spazia con disinvoltura tra la sue diverse sfumature.

Un debutto più che consigliato per chi apprezza sonorità pulite, morbide, che spesso vanno a lambire l’ambient, ma sovente disturbate da quella punta di asprezza che il miglior post-metal regala.

Un Ep convincente per una band che, se riuscisse trovare il giusto compromesso tra la propria carica selvaggia ed una produzione leggermente più pulita, potrebbe riservare grandi soddisfazioni in futuro.

La ristampa da parte della Universal degli ultimi quattro dischi editi da Siouxsie and The Banshees ci fornisce l’occasione per parlare di una delle band più importanti tra quelle emerse dall’ondata post punk che segnò indelebilmente il mondo musicale all’inizio degli anni ‘80.

Un buon ritorno per i transalpini Art 238, in attesa di un più probante prossimo passo su lunga distanza.

Pur senza strabiliare per capacità innovativa, i Disclosed Silence convincono grazie a una capacità di scrittura molto lineare che rende i brani fruibili senza particolare fatica, pur mantenendo nel contempo una certa profondità.

Pur asservito ai ritmi del black, “Blestem” è intriso della stessa carica di dolore e disperazione che caratterizzava “Canto III” e “Doliu”,

Un disco composto senza fare particolari calcoli, lasciandosi portare dall’enfasi del racconto e facendo sì che i ritmi e le atmosfere si alternino con una discreta fluidità.

Una raccolta di brani splendidi a conferma dello spessore superiore alla media di un musicista come Duncan Patterson.

Un lavoro capace di coinvolgere emotivamente l’ascoltatore

I finlandesi Vainaja sono l’ennesima piacevole scoperta della quale ci fa omaggio la scena death-doom nordeuropea.