
Vari – Experiments
Un ep di altri tempi, che ci riportano ad uno dei migliori periodi della techno sotterranea, che comunque almeno per quanto riguarda l’evento londinese continua ad essere di ottima qualità.

Un ep di altri tempi, che ci riportano ad uno dei migliori periodi della techno sotterranea, che comunque almeno per quanto riguarda l’evento londinese continua ad essere di ottima qualità.

Questo ep è una delle uscite più africane della Sol Selectas, ed una delle migliori cose ascoltate negli ultimi anni in ambito tribal house.

Un eccellente disco di elettronica totale, con composizione ed esecuzione ben al di sopra della media.

Il gruppo milanese fa un disco che commuove e che, come accadeva in alcuni concept prog degli anni settanta, porta l’ascoltatore lontanissimo, ponendo la maggiore distanza possibile fra lui e la Terra, luogo di eterno dolore.

Il lavoro denota un notevole miglioramento rispetto al già valido primo disco del 2015, perché qui siamo proprio su un altro livello, con i Satori Junk che mostrano una maggiore consapevolezza dei loro mezzi proponendo una formula arricchita.

Un album che contiene molti dischi, una lunga narrazione che ha lo scopo di aprire la mente ed il cuore di chi la ascolta.

Sarebbe stato davvero un peccato perdere per strada questo gruppo, che fa una miscela interessante di metal moderno e metal maggiormente epico.

Chitarre veloci e distorte, basso a bestia, cantato che gratta le gole infernali e batteria dritta come la caccia infernale, ed è quasi tutto ciò che si chiede ad un gran disco di black metal.

Psichedelia condita con funghi allucinogeni, rock anni settanta con venature prog per un risultato di altissimo livello.

Una possente marcescenza è il marchio di questi ragazzi che, nella maggior parte delle loro canzoni, fanno un suono non molto veloce ma che corrode in maniera molto piacevole le nostre orecchie, dandoci una sensazione di blues metal, una via maledetta da seguire, ma che è anche l’unica possibile per dannarsi.

Un bellissimo canto di ribellione, un non sottomettersi alla Chiesa, ai padroni e all’autorità, un cantico di povertà e di tendini sanguinanti, la storia dei perdenti che per la durata di un sabba sono liberati dal demonio: musicalmente è un tesoro unico, una gioia, bellissimo, perfino difficile da esprimere a parole, ascoltatelo.

L’Adarce Records, che ha un catalogo ricchissimo e fantastico, recupera dagli archivi delle etichette di Barcellona Belter e Discophon alcuni successi di bossa nova in castigliano che non sono più stati ristampati, e ci daà una bellissimo fotografia del genere brasilero nella penisola iberica.