
Stereochemistry – Harlequin
I confini qui non esistono, e questo dolce elettropop composto e prodotto molto bene lascia assai soddisfatti.

I confini qui non esistono, e questo dolce elettropop composto e prodotto molto bene lascia assai soddisfatti.

Tutto scorre perfettamente e i sette pezzi si fondono in un continuum che mette pace e fa star bene.

Lost Ritual è un disco che afferma rumorosamente quanto ancora hanno da dire e da menare questi ragazzi cresciuti.

Hanno potenza, ritmo e gusto, e con questo album vogliono radicalizzare maggiormente il concetto di divertimento e di fare un disco in studio cercando di riproporre le loro atmosfere live, che sono incandescenti.

Il loro è un death metal furioso e senza compromessi, fortemente e volontariamente underground.

Inselmusik è una testimonianza di coerenza, di studio e di matematica applicata alla musica elettronica, là dove finisce il calcolo comincia il cuore.

Il suono è davvero piacevolmente vecchia scuola, e ricorda perché il death metal ci piace così’ tanto, con quelle cavalcate senza un domani.

Gli Orion, senza inventarsi nulla, centrano benissimo il bersaglio, stupendo l’ascoltatore tenendolo incollato allo stereo, perché dopo ogni riff ne arriva un altro ancor più gigantesco, e dopo ogni pausa arriva la tempesta, e tutto il gruppo si muove all’unisono come un grande mostro sonoro.

Disco dolce e finissimo, fatto da un musicista molto sensibile se sempre originale.

Un disco che chiude il cerchio del gruppo ma che è soprattutto un disco death metal di altissima qualità ed intensità.

Qualche parola con il boss di un’etichetta italiana di cui sentirete parlare molto nel futuro.

Il gruppo americano fa largo uso di flauti e strumenti tradizionali americani, creando un atmosfera ed un pathos davvero particolari ed unici.