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black music



Si riaffacciano sulla scena i Julie Met, da Bologna, intenzionati col loro EP “OUT OF SIGHT” a far vedere quanta stoffa hanno da vendere; il ben progettato lavoro oltre ad avere qualche asso nella manica, gode di una stabilità musicale ben centrata sul blend di funk, R&B and soul e da lì trascinata su Marte dalla splendida voce di Giulia Matteucci.

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La varietà e la qualità della raccolta sono incredibili, e a noi italiani piacerà molto, perché ha un gusto vicino agli anni sessanta e settanta italiani, con pezzi quasi lounge nell’accezione di lounge italiano, e soprattutto è un documento molto importante di una musica sudamericana altra, molto diversa e varia.

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Landero è uno dei punti più alti della cumbia mondiale, e questa raccolta mette insieme alcune delle sue produzioni, ed è imprescindibile non solo per il conoscitore ma anche per chi vuole entrare dalla porta giusta in un mondo misterioso ed affascinante.

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Si balla dall’inizio alla fine con produttori e gruppi che interpretano il ritmo in maniera affine ai Bahama Soul Club, con quel gusto e soprattutto quel talento particolare che da un gusto speciale al tutto ,come una spezia caraibica che perdura in bocca per tempo.

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E’ un lavoro che al primo ascolto forse potrebbe rimanere distaccato dall’ascoltatore, ma abbiate il coraggio di ascoltarlo con attenzione e vi accorgerete che Watercolor non è nient’altro un amico che vi chiede di fare una passeggiata per raccontarvi la sua vita, passando da aspetti bui a momenti di serenità, a chi non fa piacere ascoltare un buon amico confidarsi?

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Questo ep conferma che in Italia si sta muovendo qualcosa di molto interessante e che potrebbe diventare qualcosa di importante.

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Questo disco ha moltissime incursioni in territori elettronici, tra house, jungle e drum and bass si riesce sempre a ricreare la magia del suono Dreadzone, che porta avanti la grande tradizione inglese della commistione di suoni e generi che si ritrovano sull’asfalto, perché questa è vera urban music.

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Con Apotheosis alcune teste si troveranno a casa, ascoltando queste rime che viaggiano in una dimensione parallela, diventando narrazione in spirito, fortissima volontà di impotenza.

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Orange Car Crash è il nuovo progetto solista di Andrea Davì, già batterista per Lay Llamas, Mamuthones e co-fondatore del collettivo musicale The Beautiful Bunker. Il sound del gruppo parte da interessi di tipo etnomusicologico per poi spaziare attraverso le atmosfere più tipiche della psichedelia americana ed europea.

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Il risultato di questa unione è una festa di suoni e colori, dove i confini cadono, sublimando quello spirito di identità e di commistione che l’Occitania ha sempre avuto.

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Le canzoni, termine assai stretto per queste composizioni, sono di una musicalità davvero diversa, con un profondo tocco di spiritualità, ma non un qualcosa di confusamente new age, ma un tentativo di innalzarsi con la musica.

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Poulo Warali è un disco molto prezioso e profondo, con una musicalità incredibile e potentissima, con melodie e storie completamente diverse da quelle a noi usuali.

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