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Gli Arcadian Child sono un band di Cipro (Limassol) che pubblica per la Rogue Wave Record,l’album dal titolo “Superfonica”, preceduto dal singolo/video “She Flows”. Una linea rock psichedelica rafforzata da una buona dose di chitarre grezze che generano atmosfere surreali e ridondanti, fatte inoltre da spasmodici cambi di tempo in versione melodica così da conferire ulteriore dinamismo, dettagli che si possono ascoltare già dalle prime tracce Twist Your Spirit, Constellations.

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“Abituarsi” è il nuovo album dei Toscani Vetusta targato Revubs interamente cantato in italiano. Un cd dal sound genuino, che vede influenze rock e stoner il cui suono leggero ma deciso, rende questo disco attuale e al passo con i tempi.

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Ottobre 2018 TRACKLIST: Dire Wolves – This track is just a small sliver of their hazy and totally hypnotizing full length that’s due out at the beginning of November. Alex Gavaghan The Boss Jockeys – Alex Gavaghan, guitarist with Liverpool garage-blues nuts The Cubical, returns with his solo follow up to the critically acclaimed https://alexgavaghanuk.bandcamp.com/album/wool-behaviour …

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La scuola garage punk italiana propone un gruppo stupefacente, al quale si fa presto ad affezionarsi morbosamente

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Amore, passione, forza, potenza, fantasia, un filo di ruffianeria e vivace giocosità, danno vita a una rara esternazione musicale che mostra tendenze multiple affascinanti racchiuse nel brand June 1974; per l’occasione il bandlogo è stato disegnato da Christophe Szpajdel (Emperor, Old Mans Child, Enthroned, Borknagar, Moonspell), la copertina è affidata alla attivissima Natalie Shau (Cradle Of Filth/Sopor Aeternus), mentre la produzione e il mastering sono opera di Talamanca, real guitar hero dei Sadist. Registrato ai Nadir Studios di Genova.

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La Sacred Bones di New York City conferma in scuderia una coppia geniale proveniente da Santiago del Cile. I due ragazzi non sono propriamente legati a suoni psichedelici, quanto piuttosto alla messa in musica di spazi interplanetari dettati da stati d’animo ed emozioni che pescano dal loro interesse viscerale, estremo e curioso proteso verso realtà sconosciute e conoscibili, ampliando il loro discorso professionale ed artistico che convoglia, unendo e puntando, al lavoro posti dietro le quinte. Maneggiate con cura, contiene estasi. One for the road!

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Musica eroica per questi tempi sghembi, la fattura pregiata di ogni brano schizza eroina negli occhi, sembra di rivivere le leggerezze di droghe decantate in passato, ma quello che stuzzica il mio appetito è l’alone marcato che crea questa band ‘out of time’, riuscendo a farmi sentire intensi odori d’incensi, acredine, riti mitici, totalmente in spirito free, slegati dalla formula che il prodotto deve sfondare forzosamente, si percepisce l’attitudine amorosa per certa musica da jam, collettiva, adagiati su un tappeto persiano a piedi nudi: la pillola folk, la contaminazione etnica strumentale, i meravigliosi cori e i raddoppi vocali, sono invincibili almeno quanto la batteria e la chitarra. Sofisticatissimi nell’entrare in posti così datati alla perfezione, beh, credo che possano in assoluto fare ancora meglio.

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Il meglio del crazy rock’n’roll italiano in una comoda raccolta

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Difficili spigolosi come dev’essere il rock’n’roll più incompromissorio

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