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Il meglio del mondo della musica indipendente (pop e folk) messo in evidenza con una particolare attenzione per la scena italiana


Perché quando giunge il tempo di mollare gli ormeggi è tempo di grande eccitazione? Il viaggio sonoro che i quattro Rigolò di Ravenna ci fanno intraprendere ha tutte le qualità principali che identificano la bellezza. Ascoltare un prodotto che accarezza la passione e la voglia di musica ricreando un nuovo e più allettante luogo di comunicazione/espressione credo sia raro, quindi un privilegio da non sottovalutare.

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I Gibilterra fanno un pop rock di qualità con testi interessanti e hanno ben chiaro chi sono e dove vogliono arrivare, senza tralasciare anche l’opzione più commerciale.

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Fare indie rock non è facile, e ancora più difficile è farlo bene con cognizione di causa, esprimendo qualcosa che non siano sole pose pseudo esistenzialiste.

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Si potrebbe pensare che questa possa essere la musica di una banda che suona su di un nave che sta affondando, ma siamo noi che crediamo che le navi arrivino in porto, mentre in realtà girano sempre e non si fermeranno mai, perché non esistono porti sicuri, ma solo tappe di grande soddisfazione come questo disco.

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Top del 2017 del Il Santo I dieci dischi più belli ce ho recensito nel 2017 sulle prestigiose pagine di Inyoureyes: 1) Dirty Fences – Goodbye love (Dirty Water Records, lp) 2) Lyres -Lucky 7 (Munster Records, 7×7″) 3) Wide Hips 69 – The Gang Bang Theory (Area Pirata Records, lp) 4) Cheetah Chrome Motherfuckers …

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E’ bello perdersi un po’ in un disco così, fatto di luce e di parole scelte bene e con cura, che ci riportano in un mondo dove il dolore è più lontano.

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van Borsari in arte Oscar di Mondogemello è un cantautore modenese classe ’81 che, dopo oltre vent’anni da batterista per diverse formazioni locali decide di incarnare le vesti del songwriter ed il risultato è un cantautorato italiano atipico, costruito con synth, chitarra e loopstation.

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I tempi si dilatano, si parte da un’ambientazione western per arrivare molto più lontano, ad un prog di chiara derivazione italiana molto influenzato dalle tastiere che sono davvero suonate bene, e sono incastonate ancora meglio all’interno del loro suono.

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La tecnica è notevole, ma non sorpassa mai l’inventiva musicale del gruppo, che è l’unico esemplare italo brasiliano a fare un pop così misto, vivo, leggero e penetrante.

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Fran & The Groovies firmano per l’etichetta indipendente Fil 1933 incidendo il loro esordio con 5 brani dal taglio pop folk, benché si intravedano punte di rock! Il lavoro è una gemma impreziosita dalle liriche, dalla americana voce di Fran e dal sagace apporto dei Groovies, insieme miscelano gli ingredienti atti a smashare qualunque incantesimo.

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Sico non si è mai sentito così vivo come la notte in cui è morto.

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La musica fornisce una struttura molto forte alle parole, che sono lavorate finemente e che esprimono i sentimenti di una persona abituata a guardare il mondo sforzandosi di rimanere se stessa, che è la cosa più difficile in questi tempi liquidi, e come dice Eugenio, forti non lo siamo affatto.

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