Buona la prima per l’esordio solista di Frank Spinath.

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Quando ad interpretare questa decina di brani è una delle voci più belle e sensuali in circolazione, il risultato finale è garantito, tanto più se il tessuto sonoro è accattivante e nel contempo di grande classe.

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Ciò che piace dei Covenant odierni è il desiderio di mettersi in gioco, cercando sbocchi verso lidi meno sicuri ed accoglienti di quanto non sia il classico canovaccio sonoro rivolto principalmente ai frequentatori dei club.

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Per la serie battiamo (lecitamente) il ferro finché è caldo, i Beborn Beton dopo il buon successo ottenuto con il loro recente album A Worthy Compensation, offrono ai loro estimatori questo Ep che verte soprattutto sulla riproposizione in quattro diverse versioni del singolo She Cried, al quale si aggiungono i remix di altri due brani tratti …

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I brani, assunti in dosi omeopatiche, sono anche piuttosto belli, ma ascoltarli tutti in un colpo fa scemare inevitabilmente l’attenzione dopo una ventina di minuti al massimo..

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Tutto molto bello, poi il gradimento dipende essenzialmente da quanto l’ascoltatore abbia voglia di salire a bordo di questa macchina del tempo che lo riporterà indietro di una trentina d’anni

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Il testo di Sound Mirrors ci offre un motivo in più per amare e supportare i Covenant,, nel caso la loro grandezza riferita al solo ambito musicale non fosse stata sinora sufficiente.

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i The Mission del secolo scorso restano circoscritti alla magica entità che ha scritto a suo tempo una bella fetta di storia, mentre quelli attuali sono il marchio che accompagna un artista che ha scelto di continuare a proporre musica inedita, anzichè limitarsi a portare in tour soltanto i vecchi cavalli di battaglia.

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Raccolta esaustiva penalizzata solo dalla rinuncia ai più recenti brani in tedesco, sintomatica della volontà dei Mono Inc. di aprirsi ancor più al mercato estero.

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Un antipasto del prossimo full length dei Les Discrets di Fursy Teyssier.

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Un lavoro imperdibile, che rappresenta oggi l’ideale punto d’incontro tra l’oscurità della darkwave e la danzabilità del future/synth pop.

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Da ascoltare senza farsi distrarre dalle cose terrene, lasciandosi attraversare da un’onda sonora che, come una marea, al suo ritrarsi lascia, quale segno tangibile del suo passaggio, una calma incrinata da un immanente senso di inquietudine.

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