SPAIN – MANDALA BRUSH

Musica eroica per questi tempi sghembi, la fattura pregiata di ogni brano schizza eroina negli occhi, sembra di rivivere le leggerezze di droghe decantate in passato, ma quello che stuzzica il mio appetito è l’alone marcato che crea questa band ‘out of time’, riuscendo a farmi sentire intensi odori d’incensi, acredine, riti mitici, totalmente in spirito free, slegati dalla formula che il prodotto deve sfondare forzosamente, si percepisce l’attitudine amorosa per certa musica da jam, collettiva, adagiati su un tappeto persiano a piedi nudi: la pillola folk, la contaminazione etnica strumentale, i meravigliosi cori e i raddoppi vocali, sono invincibili almeno quanto la batteria e la chitarra. Sofisticatissimi nell’entrare in posti così datati alla perfezione, beh, credo che possano in assoluto fare ancora meglio.

Silent Carnival – Drowning At Low Tide

Se volete sprofondare completamente nel malessere autunnale, questo disco fa esattamente al caso vostro

Pariuh – Passed Lives’ Excessive Future

Una nuova ventata fresca e cinica porterà alla distruzione del primo decennio degli anni 2000. Il futuro sta arrivando a scaglioni con gruppi come i Pariuh.

Silent Carnival, Sneers – Tape Crash #13

Ci si muove con intelligenza e ispirazione su territori scuri e disturbanti

Ka Mate Ka Ora – Violence

Nel sottobosco indipendente musicale nostrano c’è un piccolo segreto custodito alquanto gelosamente dagli amanti della buona musica.

Zomes – Time Was

Certe collaborazioni nascono così, casualmente, e finiscono per dare nuova linfa ai progetti, fornire quel surplus di energia per muoversi verso nuove e intriganti direzioni.

Fine Before You Came – Come Fare A Non Tornare

Quando pochi giorni fa ho visto che i Fine Before You Came avevano pubblicato il loro nuovo disco ho pensato “Olè, questa è la volta buona che sbagliano”. Invece poi l’ho messo su e l’ho ascoltato per tre volte consecutive, rimanendo totalmente spiazzato. Come Fare A Non Tornare questo il nome del lavoro, si compone di cinque tracce cupissime dove, se i testi continuano ad essere evocativi e affascinanti come in passato, alla voce gridata si sostituisce un cantato lucidamente disilluso e alla vena post hardcore/emo un post rock/slow core soffocante.