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[caption id="attachment_68034" align="aligncenter" width="595"] Doron Flamm: Donkey[/caption] Tu prima affermi che io non credo negli Dei, poi invece che credo negli Dei dal momento che credo nei demoni. E se poi i demoni sono figli spurii di Dei, partoriti, come si dice, da ninfe o da altre che siano, chi oserebbe affermare che ci siano figli di Dei, e Dei no? Sarebbe come dire che ci sono i muli figli di cavalli e di asini, ma...

Si dice che ogni strada porta da qualche parte. Si dice anche che bisogna perdersi per trovarsi veramente. Ci sono strade, invece, nelle quali ti perdi e non ti ritrovi. Strade in cui tutti i tuoi assoggettamenti sono reali, in carne, si scontrano e creano traumi. Ne passiamo di tempo per nascondere la vera natura di noi stessi, degli altri, delle cose attorno. Desideri imposti, voglie condizionate, caratteri stabiliti, azioni registrate, saperi...

Il nido Racconto di Nicola Cudemo I cipressi sono una fila scomposta di turgidi cazzi che eiaculano resina e mosche nell'ambra. Le palme nel piazzale di dietro si lavorano il cielo basso con dita frenetiche. I crepuscolari, ingannati dall'ombra, hanno dato il consenso ai pochi lampioni che formano globi giallastri nei cespugli di corbezzolo inselvatichito. Ho fermato l'auto sul ghiaione, e sono sceso a prendere lo SPAS 15 dal bagagliaio. Entro nella hall...

La Griglia di Nicola Cudemo Il mondo è una griglia perfetta. Io sono One-Night, programma di intercettazione dati a risposta empatica autoapprendente. Sono una estrusione software del Costrutto Ice-Breaker Kuang Grade Mark Eleven. Esisto in una intersezione della griglia a pochi reindirizzamenti dalla massiccia conurbazione di dati BAMA, un cartello societario sovranazionale. Il flusso dati del BAMA è così intenso lungo le direttrici principali della griglia da generare una pulsazione da sovralimentazione, una costante...

28 GIORNI di Tiziana Grande Giorno 0 “Non capisco… sono cose difficili da capire…” Il notiziario gracchia. Spengo la radio. In trappola nel traffico da un’ora, non ci si muove. I clacson urlano inutilmente, qualcuno scende dalla macchina, pestando i piedi e allargando le braccia, impreca, dal suo labiale leggo bestemmie audaci. Io ho spento il motore da un pezzo, ho fatto finta di ascoltare un po’ di musica, in realtà non ho...

Andrea dedicava loro un’attenzione particolare. Quei palloncini, pensava, erano la parte più interessante della festa. Se non altro erano colorati. Rossi, blu, gialli… E quelli verdi! Gli occhi di Virginia possedevano esattamente la stessa tonalità: un verde acceso, quasi finto. Ma almeno loro non abbassavano lo sguardo se li guardavi troppo a lungo. Di quei palloncini, i ragazzi ridevano. Ridevano anche della playlist, vagamente straniante, sicuramente anacronistica. Su Centro di gravità...

Se mi chiamassi Orazio e avessi, che so, trentacinque anni, ci siederemmo intorno a un tavolo di legno di un pub leggermente fumoso – fuori pioverebbe forte, probabilmente dei pini verrebbero scossi dal vento: ma dentro, che calduccio - e comincerei a raccontarvi di quella volta che - a venticinque? a ventidue feci a pugni con un tipaccio che tentò di scoppiarmi un occhio con un dritto micidiale, una cosa...

Cercava l’autunno in ogni angolo di paese, ad esempio nei muri ocra delle case del centro; ma era estate, e non bastava. Il sole avvampava con foga eccessiva, quel sole iperattivo che non si stancava mai, non come il sole d’ottobre che si spalma piano, senza fretta, limitandosi a sbiadire sugli aperitivi dei pochi eroi mai domi. Un crodino, uno Spritz, Bankes tonica una fetta di limone: si butta giù...

Ora. Ed eccolo là, il mostro. Eccolo là, il maledetto mostro. Eccolo che si contorce per il dolore, eccolo che cerca di gridare. Ma non può. E non potrà mai più. 3 giorni prima. “Piccola...

Mi chiamo Clara, voglio raccontarvi questa storia di paura.  Al buio, nella mia cameretta, l'altra notte ho visto un mostro. Puzzava di zolfo, era pallido e orribile, aveva sette teste e dieci corna, urlava cose brutte: quasi come le bestemmie del nonno. Prendeva la croce, con quel ragazzo biondo inchiodato, quella che abbiamo a scuola, e ci rideva sopra, la rovesciava, ci sputava su.  Aveva occhi di fiamme, sembrava un drago o...

ER DIAVOLO A ROMA di Tiziana Grande Ah, me tapino! Non ho mai sbagliato un colpo nella mia eterna vita ma ora eccomi qua a dover recitare un tristissimo mea culpa. Io, il Diavolo, l'antico e potente Principe delle Tenebre. Vi racconto, vi racconto, con la speranza di riuscire ad esorcizzare in questo modo lo smacco e l'umiliazione da me subiti. Come sapete, sono titolare di una ditta del tutto speciale, l'Inferno,...