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psychedelic



Solo soluzioni brillanti, nessun passaggio a vuoto e tanta originalità, per un lavoro che lascerà dolcemente spiazzati e contenti.

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Direttamente da Limassol (Cipro) il combo degli Arcadia Child sforna il nuovo lavoro dal titolo Afterglow, un’esplosioni di suoni non convenzionali che escono fuori dai soliti schemi commerciali, dando così al sound generale del disco un’impronta più unica che rara. Otto tracce dal sapore psichedelico, dove suoni campionati, fusi a innesti psichedelici fanno di questo cd un progetto dalle intenzioni misteriose e ricco di vibrazioni ipnotiche.

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Amo i gruppi che usano le tastiere in questo modo dai Doors in poi

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“Fabric Of The Universe” è formidabile lavoro ricoperto di bellezza protonica conduttiva; provenienti da Kepler-66b, i SUPERINVADERS scartocciano dalla loro astronave prodezze di fantasmagorica malìa strumentale garage e psichedelica: si resta freddati a festa dai verdi raggi X prodotti da simil suono interplanetario, avventuroso, esondante, resuscitando immediatamente a nuova vita e transitando obliquamente in un’esperienza distintamente fascinosa, veicolata dall’incontenibile dinamismo esternato.

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quando il culo diventa un culto . Grazie Mario !!

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Ieri, rispetto a quando sto scrivendo questo pezzo, gli straordinari Loons hanno suonato un quel di Alessandria, vale a dire a meno di un’ora di macchina da dove abito. In teoria un appuntamento imperdibile se non fosse che in concomitanza con il loro concerto si giocasse il derby di Genova. Certo, come diceva qualcuno, “orgoglio …

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In questo disco ci sono potenti esplosioni, allucinazioni sonore e tanto tanto ritmo, come se fosse un ballo di molte entità unificate dal ritmo.

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C’è pure una canzone dedicata ai portieri…ma io vi adoro…

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C’è un magma sonoro alle spalle del duo in questione, infaticabili in sala di registrazione, soprattutto Bignamini che ha dato vita a disparati progetti solisti (acustici, elettronici e heavy psych). L’opera in questione dimostra che il salto è finalmente avvenuto, The Great Sunites possono davvero vantare un disco di rilievo capace d’ingegnosità e di stile che a mio parere distacca compiutamente quanto prodotto sin’ora. Il concept album “Brown” è il terzo riuscitissimo capitolo di una trilogia, qui ad essere indagato è l’elemento ‘terra’. Affascinatissimo da tutte e cinque le tracce, lascio il prezioso testimone dell’ascolto al mio prossimo.

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Dalla Francia ancora belle cose sul fronte della novità; da metà gennaio gira un succulento e saguinolento EP composto di due brani che riassumerei così: frullato, mix ricostituente a base di una tremenda voglia di s-ballare e parallelamente mirato, con la precisione di un tiratore scelto, ad una ponderata serietà very professional nell’esecuzione (dei brani). Ahem, non ho dubbi, farà branchi di proseliti anche nella splendida, fervente e desta Italia. Da non perdere assolutamente le precedenti uscite, il Volume I e II intitolati “Collection Illusions Sonores”: da spacciare nei bar più svalvolati in cui vi capiterà di approdare.

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Uno dei più eccitanti e strani album del nuovo anno, io credo, Fear Of The Corner conia un linguaggio in ambito “rock” stravolgente, pare che la puntina del disco solchi a suo piacimento saltando da un genere all’altro, voglio dire che il groove viene rinnovato lungi percorsi dell’ascolto.

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