Ashcloud – Abandon All Light

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Che io straveda per il death metal old school di matrice scandinava è un dato di fatto, è anche vero che negli ultimi due anni dalle terre del nord stanno emergendo realtà che, se non si avvicinano alle band degli anni storici del genere, poco ci manca.

Molti di questi lavori girano intorno ad un gruppo di musicisti instancabili che, a livello underground, stanno immettendo album di una qualità pazzesca: Just Before Dawn, tanto per fare un esempio, ma non solo, la lista è lunga e fortunatamente i lavori sono tutti di ottimo livello.
Non ho nominato questa band a caso, infatti il polistrumentista svedese Jonny Pettersson ha fatto parte del super gruppo, così come lo vede alle prese con altre band della scena (Human Harvest, Skineater, Syn:drom, Vholdghast, Wombbath).
Gli Ashcloud sono l’inumana creatura che Pettersson divide con Gareth Nash, chitarrista inglese (Body Harvest), formando un commando anglo/svedese all’assalto dei padiglioni auricolari degli appassionati, a cui va il consiglio di non perdersi assolutamente questo ennesimo gioiellino macabro, violento e assolutamente old school.
Abandon All Light non si discosta di una nota dal genere estremo per antonomasia, perciò pochi discorsi e tanto death metal, dal massacro assicurato, suonato alla grande, con ottime parte rallentate, come il passo strascicato degli zombie in copertina e veloci ripartenze, in cui il duo inserisce grandiose parti chitarristiche, tra melodia e potenza.
L’odore di morte è forte, putridume e decomposizione, che entrano nelle narici già dalla primo stupendo brano, Under dödens vingar (pt.1), con il risveglio dei morti, lento e inesorabile, che dalla furiosa title track cominciano a banchettare.
Inutile dire che la mezz’ora di death metal è da applausi, niente che non ricordi Dismember, Grave, Entombed e compagnia, ma complice un songwriting ispirato, una produzione potente e pulita ed il talento della coppia, Abandon All Light risulta un’altra perla di musica estrema, consigliato agli amanti del death metal scandinavo.
L’album si chiude con Under dödens vingar (pt.2), i non morti ritornano nelle tombe, lasciando al suolo solo ossa scarnificate e la band ci dà appuntamento al prossimo banchetto.

Tracklist:
1. Under dödens vingar (pt.1)
2. Abandon All Light
3. A Hunderd Years of Darkness
4. Devoured Alive
5. Drowning in Your Own Blood
6. Watch Your Children Burn
7. The Second Wind is Coming
8. Under dödens vingar (pt.2)

Line-up:
Jonny Pettersson – Vocals, Bass, Guitars
Gareth Nash – Guitars, Vocals

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