sonar 2009 – secretsundaze – la terrrazza – barcellona


L’occasione è ghiotta e il pubblico delle grandi occasioni lo dimostra. Per il quinto anno “esportato” a Barcellona nei giorni musicalmente più caldi dell’anno e per il secondo consecutivo nella splendida cornice de La Terrrazza, Secretsundaze ha fatto registrare il tutto esaurito.
Secretsundaze è un evento che si svolge in prestigiose location all’aperto a Londra nei mesi estivi tutte le domeniche a partire dal primo pomeriggio fino alla tarda serata e nel corso di sette anni si è imposto come uno degli appuntamenti più importanti, innovativi e divertenti d’Europa, meta di appassionati disposti a volare in Inghilterra solamente per prendervi parte.

Attenzione al dettaglio e cura di ogni particolare, Secretsundaze ha portato a Londra, in ogni stagione, nuovi talenti della scena elettronica mondiale, spesso per la prima volta nella capitale inglese. E poi numeri importanti: due fortunate raccolte, mixate abilmente dai due dj/promoter Giles Smith e James Priestley, all’attivo (la prima è stata il disco più venduto in assoluto presso l’emporio di vinili Phonica a Soho, Londra), un’etichetta (Secretsundaze, appunto) e i biglietti per le prime cinque date dello scorso anno andati esauriti addirittura in prevendita. Secretsundaze ha cominciato, con il passare degli anni, a proporre l’evento anche al di fuori del Regno Unito.

Quest’anno, oltre ai due produttori Giles Smith e James Priestley, fondatori di Secretsundaze, gli ospiti erano Dixon e gli Ame, ovvero le teste dietro la quotatissima etichetta Innervisions. Come dire, una sorta di dream team di suoni deep house. La novità, ufficializzata per la prima volta nonostante avvenuto già più volte in passato, è che Dixon e gli Ame hanno suonato “back to back”, ovvero fianco a fianco.
Altri ospiti sono stati il produttore olandese Melon (dell’etichetta Ratio?), alla seconda uscita stagionale con l’evento creato da Smith e Priestley, e il giovanissimo talento inglese WBeeza (dell’etichetta Third Ear), al suo debutto internazionale.

Considerato quindi il cast e la cornice l’impressione è stata quella di una serata pienamente riuscita con il locale (fortunatamente all’aperto) affollatissimo, data la presenza dei numerosi appassionati in città per i giorni del Sonar e soprattutto una sorta di fedelissimi inglesi al seguito dell’evento.

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