Recensione
Bachi Da Pietra - Quarzo
Massimo Argo
Il ritorno dei due mutanti che sputano musica Bruno Dorrella ( ex Wolfgango, ora nei Ronin e negli Ovo, e Giovanni Succi ( ex Madrigali Magri), tornano dopo un gran disco come “ Tarlo terzo”, e sfornano “ Quarzo “ come quarto album. Il loro minimalismo sonoro, espresso attraverso chitarra e batteria non convenzionali, esprime un incedere che è molto affascinante, la sottrazione porta ricchezza, trovando nuove vie a vecchi schemi.
La voce è sempre una componente fondamentale, poiché i Bachi ti entrano dentro con la loro musica, poi la voce ti spinge dentro concetti mutanti che cambiano assecondando la tua percezione del momento. I Bachi scavano, scavano, non dicono quello che vuoi sentirti dire né scelgono facili terapie ( “ Dragamine” ), ma provano la strada più difficile. Questo, per chi non conoscesse i Bachi, non è un disco facile, e nemmeno lo vuole essere, questo è una raccolta di pensieri e musiche . Queste canzoni hanno un incedere casuale, pur rimanendo fedeli al solo dogma della continua ricerca, fuori e dentro se stessi. Concetti che ci appaiono ovvi vengono masticati e sputati fuori, completamente cambiati dalla poetica e dal blues magmatico dei Bachi. Si sente anche il piacere e la completeza di essee due anime coinvolte e appagate dal fare musica, senza alcuna voglia di piacere, per biechi fini commerciali. Il viaggio si inizia non a caso con “ Pietra della gogna “, in cui l'ascoltatore ciene infatti messo alla gonga ed avvisato dantescamente su cosa lo aspetta. L'ascoltatore verrà poi liberato a “ Fine pena “, la dodicesima traccia. Musica che traccia uno sghembo percorso tra incubi e paure, gioie e piccole rivoluzioni. Uno dei migliori dischi dell'anno, sicuramente.
Autore : bachi da pietra
Titolo: quarzo
Anno : 2010
Etichetta : wallace records
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