Recensione
The Beirut - In A Place Without Name
Il Santo
(Wild love rec.#003 2010) Innazitutto un'avvertenza:non possiedo la scaletta dell'album e quindi mi scuso con la band e con chi legge se citerò i pezzi con la loro numerazione e non con il loro titolo esatto.
Chiusa questa doverosa appendice aprirò queste mie righe cuìon un'annotazione di carattere metereologico:fuori piove.
Saranno forse dovute alle cattive condizioni del tempo quindi queste mie due spontanee considerazioni:1) un pezzo come quello che apre "In a place without name" potrebbe livellare al suolo anche il piu' ottimista dei recensori. 2) quanti danni hanno fatto i secondi Fugazi?
I Beirut,come avrete capito,sono seguaci della "maturità artistica" del gruppo di Ian McKaye,bravi strumentisti,dotati di un sound intenso e particolare ma indicibilmente noiosi.
Certo pezzi come il 5 o il 7 non sarebbero neppure male,ma l'ascolto dell'intero album mi ha sconfortato non poco ma,come dicevo all'inizio,fuori piove e avrei bisogno di un po' di sana demenza.
Chiudo con una nota di merito per la Wild love records che stampa i suoi prodotti anche in versione vinilica,non sono riuscito ad apprezzare quanto proponete,ma plaudo convintamente questa vostra iniziativa.
http://www.wildloverecords.com http://www.myspace.com/wildlocerecords http://www.myspace.com/3beirut
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