Recensione

Tre Allegri Ragazzi Morti - Primitivi Del Futuro

25 Marzo 2010 A cura di:

Massimo Argo

( LA TEMPESTA DISCHI 2010) : Toffolo, il leader dei TARM, è un fumettista che fa anche musica, e anche nella sua musica fa fumetti. Attraverso le parole , i Tarm riescono a creare immagini parlanti, nuvole significanti, con una piacevolissima base musicale. La dolcezza della musica rock dei Tarm appare subito, ma dietro c'è una grande ferocia, la ferocia di un mondo che fagocita.

Un mondo crudele reso attraverso un reggae arricchito dal rock. E qui c'è la grossa novità di questo dischetto, che grazie alla produzione di Paolo Baldini ( Dub Sync, Africa Unite, B.R. Stylers) e alla sua officina dub situata nel nord est italiano ( mica il sertao brasilero ma i cangaceiros abbondano pure qui), dà un sapore reggae dub a questo disco. E i Tarm ci sguazzano in questo suono nuovo per loro, ma nei loro cinque dischi precedenti tracciano una parabola che continua logicamente anche in questo. I Tarm hanno una libertà creativa tipica dei fumettisti, il discorso musicale è a 360 gradi, e del successo poco gli importa. Ma gli importa di questo mondo veramente cattivo, cattivo anche nell'amore, come in “ Puoi dirlo a tutti”. Toffolo è persona che sa cogliere svariate verità, e con questo disco ci propone una provocazione; a partire dal titolo “ Primitivi del futuro”, che rimanda alla filosofia anarchica di John Zerzan, visionario che come tutti i visionari coglie una grossa verità. Zerzan afferma che l'unica società giusta era quella dei cacciatori – raccoglitori, ovvero i nostri progenitori prima dell'avvento dell'agricoltura, che creò un'umanità organizzata gerarchicamente e inventò la proprietà privata : qui coltivo io, questo terreno è mio. Invece, i cacciatori – raccoglitori vivevano grazie al fondamentale apporto della natura, che grazie ai frutti e agli animali sostentava comunità che sopravvivevano grazie alla solidarietà e all'organizzazione di gruppo : la caccia di gruppo permetteva grazie alla condivisione delle prede di far mangiare tutti. Il casino è cominciato quando qualcuno si è messo a comandare, a volere tutto per sé e a coltivare solo per sé stesso, mentre la natura si dava a tutti, splendida bocca di rosa. Tanti di questi tempi parlano di decrescita, ma presto questa società morirà, grazie al nostro egoismo, alla nostra ingordigia e alla voglia umana di sopraffare il proprio prossimo. Siamo già fottuti, perchè abbiamo fottuto il primitivo che è in noi, insomma abbiamo cagato fuori dal vaso, ...il cielo è rovinato il mare è deturpato, guarda l'uomo, guarda l'uomo... I Tarm dicono tutto ciò con una facilità impressionante, ci danno una visione fortissima, di figura minute che sarebbero tanto care a Le Goff, le persone che fanno la Storia, non i generali o i capitani d'industria. Il lavoro è uno dei temi centrali di questo disco, il lavoro che non c'è, ma soprattutto il lavoro che ha vinto l'umanità. Non ha senso vivere la maggior parte della nostra vita lavorando per poter consumare nella restante parte. Questo disco non dà risposte, offre solo domande, e ha molta rabbia contro una modernità che è vana. Addirittura sento in questo disco il bisogno di qualcuno che scacci i mercanti dal tempio, ma che dia anche un grosso calcio ai falsi idoli. In questo disco c'è una musica che non si può definire tale, poiché è totalmente fusa con le parole, con i fumetti.

Questo disco è un fumetto, è un pugno nella faccia, quei pugni che dopo che li hai presi stai meglio. Stiamo da schifo, ma Toffolo e compari hanno capito che solo rendendosi leggeri si possono dire cose importantissime. Viene molto difficile fare una recensione di questo disco perchè parla al cuore, a quel cuore che diecimila anni fa era lo stesso, ma non ce ne ricordiamo.

Abbiamo sterminato grilli, formiche e ucciso esseri umani per un progresso che è macchine in coda, treni veloci e bisogno disperato di droghe. Cazzo, Toffolo non fai per niente intrattenimento, per fortuna non ti riesce di rincoglionirci, e meno male che sei così.

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