Recensione
Eluvium “when I Live By The Garden And The Sea”
Dolorian Gray
Anche se non sempre le ciambelle escono col buco, bisogna comunque valutarne anche la bontà in sè.L’ extended playing in questione di Matthew Cooper in arte Eluvium,è una di queste.
La track iniziale svolge un compito fondamentale: ci fa conoscere il lato dell’ artista più romantico ed affine ad Eric Satie, dove il pianoforte la fa da padrone come forse mai in precedenza.
Poi tutto più o meno rientra nei binari e si “sporca” di drone vari, di sfondi fuori fuoco e per rimanere in termini fotografici, sovraesposti.
Di per se’ non c’è nulla di strano ne’ di anomalo, infatti le canzoni si susseguono con un intercalare che funziona, che trova l’ apice nella quarta e conclusiva composizione, l’ omonima al titolo del disco, ma che asportano le giuste pretese di Cooper al di là delle effettive forze.
Una release pregna di esigenza e carattere, ma forse un goccio troppo eclatante e veemente nei modi; non all’ altezza dei lavori passati, ma certamente significante di un processo creativo che puo’ visualizzare Eluvium come un cantiere tuttora aperto.
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