Recensione
At The Spine : "first Day Of Spring"
Massimo Argo
da Seattle arriva questo gruppo che merita un ascolto approfondito.
da Seattle arriva questo gruppo che merita un ascolto approfondito. Guardando l'artwork viene in mente un gruppo hardcore di muscoli e sudore, ad esempio nel retro della copertina ci sono immagini di scontri, ma poi la musica è incredibilmente dolce. Mi fanno venire in mente i grandissimi Weakerthans, anche se gli At the spine sono molto più rock, ma grandi uguale. Già dal primo episodio si può intuire la bontà dei nostri, la seconda traccia "Mouth of hell" è addirittura migliore, sembra che la voce decanti su di un tappeto musicale in perenne movimento. La terza traccia prende addirittura spunto da un frase di un contadino durante una manifestazione in Italia nel 2003, "House of gold" è una splendida canzone sulla religione di Hank Williams, rifatta alla anni sessanta dagli At the spine, sembrano addirittura i Byrds (se non sapete chi erano i Byrds siete dei cafoni). Si và anche sul lento con "Eyes that cry", intensa ballata, o episodi più elettrici come "La frontera" o la seguente "Handcuffed" bellissima. Insomma un gran bel cd, con testi interessanti e musica calda ed intensa. www.globalsleepej.org www.atthespine.org
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