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Un mesetto fa, una sera come tante, arriva una notifica sul telefono, incuriosito controllo e vedo un messaggio di Christopher Jack, si proprio lui il sig. Routes, un sospetto inizia ad assalirmi, così controllo … ebbene si sta per uscire il loro nuovo album e lui in persona mi chiede di recensirlo, evidentemente gli è …

Pochi, anzi quasi nessuno in Italia ha la facilità compositiva di questa ragazza, la stessa potenza immaginativa e anche la sua classe.

Impeccabilità è la parola d’ordine, l’ascoltatore più distratto potrà notare la cura del sound e degli arrangiamenti. Gli Inglesi Mike Deuce, Ben Sansom, Eddy Thrower e Declan Hart insieme sono un conglomerato di puro rock, come gli ormai conosciutissimi Biffy Clyro e Foo Fighters. Parliamo dei Lower Than Atlantis che arrivano in questo 2017 dopo anni di dischi (ben 4 alle spalle) e concerti presentando Safe in Sound, in assoluto il loro album meglio riuscito e meglio maturato.

Pensieri davanti al mare, insieme al vento e ad alcuni bfevi momenti di felicità, cantati e suonati eccellentemente da un cantautore che riporta Livorno sulla cartina musicale italiana e non solo, poiché questo disco ha un respiro molto internazionale, sopratutto negli arrangiamenti, andando addirittura a toccare il rock grunge acustico, per dire.

Pop rock dilatato, sognante e delicatissimo, che fa perder tempo e lascia una patina di felice tristezza, il tutto in modo molto spontaneo e sincero,perché Ohio Kid non è un ego che vuole sublimarsi alla vista degli altri

Non solo rock, ma tinte elettroniche, folk, pianistiche, d’archi, accompagnate da testi poliedrici, talvolta surrealisti, diretti, metaforici, quasi melodrammatici, funzionali ad una poetica dissacrante che mira ad un cercato realismo: c’è pure un rovescio della medaglia e si vede attraverso l’onda di un “Futuro Proximo”. Umberto Maria Giardini si pone al centro della musica con questo album.

Tutto è fatto bene, ma è troppo ancorato a quello che fu