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è un disco di rap moderno, quindi trap e autotune, ma non solo quello, c’è decisamente qualcosa di più qui dentro, e la cosa bella è che ognuno ci troverà qualcosa di totalmente suo.

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Ingranaggi è l’evoluzione dello stile neomelodico, un modo nuovo e interessante di reinterpretare la tradizione, e di far cantare e muovere la gente, perché pochi generi come il neomelodico napoletano sono davvero di strada e del popolo.

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Nato a Catania, e non potrebbe essere altrimenti, arriva Nico Gulino, con un disco che è un bastimento con il quale scappare per andare ad inseguire nuvole e donne senza successo, ma solo per il piacere della ricerca. Gulino e soci hanno fatto un disco che lo metti su e via, ci si isola e …

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Il pop degli Aquarama è una splendida scoperta, una musica cuscino ed un magnifico luogo dove perdersi senza tante preoccupazioni e affidandosi a mani sapienti.

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Ganja è una delle cose più notevoli uscite ultimamente in campo psichidelico, ora sembra i Doors, poi un gruppo inglese anni ottanta novanta, poi spruzzi di Battiato ( citato tra le sue influenze ), e poi un cambio ulteriore, sempre fatto con classe e consapevolezza.

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I brani di “+” sono dei quadri cantati, un lavoro artistico privo di esitazioni. Sound equilibrato e ogni accordo al posto giusto, la voce di Piek conduce dolcemente per mano l’ascoltatore esattamente dove vuole lui, facendolo addentrare nel suo mondo fatto di immagini e note. Piek non lesina sui colori né sui suoni, proponendo già dalla copertina, da lui stesso realizzata, uno schema fatto di tinte vivaci e sfumature che è la chiave di lettura essenziale dell’album. “+” è un energico disco pop rock attraversato da un vasto range di influenze musicali. Ritmi veloci e lenti. Tante canzoni d’amore. Con molte chitarre, molta batteria e intermezzi elettronici come nuovo elemento della musica di Peter Piek.

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ci troviamo di fronte ad un gruppo che vuole fare divertire attraverso una musica molto adatta allo scopo, e al contempo vuole anche lanciare dei messaggi attraverso testi molto interessanti e ben scritti.

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qui è tutto luminoso e chiaro, come un bella ventata di aria fresca, e questo pop è qualcosa che fa piacere ascoltare, e sarà anche il preludio di un ottimo disco, se le premesse sono queste.

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La genovese Chiara Ragnini è la dimostrazione vivente e cantante che in Italia si possa fare un pop venato di elettronica di grande qualità, pensante e molto piacevole.

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La terza prova di Mac De Marco perde il treno della consacrazione e delude un po’; il classico disco di mezzo (nella carriera di un artista).

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Nono disco per Aimée Mann, che si conferma superba cantautrice per certi versi controcorrente, almeno per la piega data ai testi che compongono l’album “Mental Illness”, ma nella forma troneggia un folk rock dei gloriosi tempi andati che ce la fa accostare a Joni Mitchell. I toni sommessi di questo lavoro, consolatori, sono abilmente ricamati dalla produzione certosina di Paul Bryan.

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Il terzo album del giovane cantautore e chitarrista pugliese. Una prova di maturità e carattere che conferma Vozella tra le più interessanti giovani voci italiane. Folk di matrice anglosassone che colpisce dritto al cuore.

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