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Il debutto di Fulvio Bozzetta, decisamente curato per quanto riguarda arrangiamenti, melodie e scelte stilistiche, convince in ogni occasione

Le canzoni, termine assai stretto per queste composizioni, sono di una musicalità davvero diversa, con un profondo tocco di spiritualità, ma non un qualcosa di confusamente new age, ma un tentativo di innalzarsi con la musica.

Il quarto disco di questo gruppo tedesco è davvero un bellissimo gioiello, levigato e dolce come un mojito, forte e ricco come un rum agricolo.

Un disco oltre, risultato di una voglia non comune di sperimentare e di portare oltre il discorso musicale, percorrendo sentieri raramente battuti ma estremamente affascinanti.

Un altro eccezionale disco di un genio musicale abbastanza sconosciuto soprattutto fuori dalla sua patria, ma che ha un profondità ed una sapienza musicale davvero stupefacenti ed incredibili.

L’impressione è che l’ispirazione originaria sia stata messa leggermente da parte per rendere il tutto un po’ troppo ragionato e pianificato

Ristampa del perduto vanto italiano “Verde Machu Picchu” del 1987″, LP di jazz-rock peruviano registrato nella penisola

In fondo ad Afterglow, oltre al gusto anni ottanta, al grande jazz, al funky e a tutto il resto c’è la voglia di vivere e di divertirsi con stile, che in questi tempi cupi e sanguinosi non guasta mai.

Un esordio compatto, omogeneo e dalle idee ben chiare che, guidato da ottime melodie e solide strutture, procede piacevole e solare con il suo spirito esotic-dance-retrò

Un flusso di coscienza dove emotività e voglia di comunicare hanno sempre un ruolo centrale

Un ottimo esordio che procede con disinvoltura fra psichedelia, krautrock e jazz

Questo disco è un azzardo perfettamente riuscito, una chicca assoluta che ricrea in modo totale un’epoca eccezionale e di grande creatività musicale, ma soprattutto piena di uno stile italiano che si è perso irrimediabilmente.