Intervista Metaphora


Come nasce l’ep Il Rumore Della Neve ?

Il rumore della neve si puo’ cosiderare un condensato della nostra storia come band e come musicisti. Ci sono brani che abbiamo composto tempo fa e altri composti recentemente. Abbiamo deciso di inserire in questo ep tutto lo spettro sonoro che ci appartiene, pezzi rock come “il rumore della neve”, ballate come “sogno” e “prima di ogni parola” (in acustico per l’occasione) per poi fare un salto nello swing (a modo nostro) con “Pallottole e Paillettes”. Ovviamente possiamo contare sull’appoggio e sulla produzione della Fenix Records, etichetta indipendente torinese di cui facciamo parte dal 2015, grazie alla quale siamo riusciti a far uscire questo nostro primo EP.

Qual’è il vostro processo compositivo ?

I nostri brani nascono normalmente da un’idea, che puo’ essere un riff di chitarra di Stefano, un motivetto fischiettato da Luana o qualsiasi altra cosa che venga in mente a uno di noi quattro. Partendo da questa idea ci mettiamo a suonare in sala prove aggiungendo e togliendo note e accordi fino ad arrivare ad una bozza della struttura di quella che poi sara’ la canzone. A questo punto entra in ballo il fattore testo, di cui nella maggior parte dei casi si occupa Mirko sfruttando le linee melodiche elaborate nelle prove dopo di che arriva il bello, una volta messo insieme tutto, rismontiamo la canzone pezzo per pezzo fino a quando non ne siamo completamente soddisfatti…siamo molto esigenti con noi stessi, ci sono canzoni che sono state fatte a pezzi e rimontate 6 o 7 volte prima di arrivare alla versone definitiva!

Ci sono musicisti o gruppi che vi hanno ispirato ?

Per fortuna, o forse no, tutti noi veniamo da mondi musicali e didattici diversi, dico forse no perchè a volte, nella creazione di un brano, è difficile far convivere i diversi stili che ci piacciono: andiamo dai classici italiani come Battisti, De Gregori e De Andrè fino al rock americano dei Guns N’ R oses, Foo Fighters e Alter Bridge senza farci mancare gruppi più giovani come Paramore e Biffy Clyro solo per citarne un paio. Detto questo nella composizione non cerchiamo mai di fare un brano nello stile di qualcuno, lasciamo che la canzone stessa ci indichi qual è il sound migliore con cui possa essere “vestita”, diciamo pure che è ogni brano che decide il suo arrangiamento, c’è già tutto, noi lo interpretiamo e lo filtriamo attraverso le nostre mani e la nostra visione personale della musica.

Volete rimanere underground o farvi conoscere dal grande pubblico ?

Il fascino del mainstream e’ una cosa a cui è difficile resistere, a quale musicista non piacerebbe riempire piazze e stadi? Ovviamente sappiamo benissimo che il percorso e’ lungo e difficile ma questo non ci scoraggia, continuiamo a lavorare duro e soprattutto a fare quello che amiamo fare: suonare! Quando la nostra occasione arrivera’ saremo pronti ad afferrarla.

Se doveste dividere un disco con un gruppo italiano chi scegliereste ?

Questa è una domanda interessante quanto difficile. Come dicevamo prima parlando delle nostre influenze ci sono molti artisti italiani che stimiamo, da quelli maggiormente conosciuti a quelli più underground ma trovarne uno con qui dividere un disco, per chi come noi vive la musica in maniera viscerale, non e una cosa facile…è una cosa talmente intima e di cui siamo quasi gelosi che darti una risposta è impossibile. Diciamo che se qulcuno decidesse di farci una proposta noi siamo pronti a valutarla…grandi artisti italiani fatevi avanti!

Progetti futuri ?

Al momento siamo concentrati sulla promozione dell’EP quindi il progetto a breve termine è quello di farci conoscere il più possibile, acquisire nuovo pubblico e usare i feedback ricevuti durante la promozione per orientarci nella stesura dei nuovi brani che andranno a comporre quello che sarà il nostro disco d’esordio.

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