Impero del Songhai e del Mali


L’Impero dei Songhai

Mentre il Mali era all’apice della propria potenza, i Songhai avevano fondato una città-stato situata ad Est, nei pressi di Gao, nell’odierno Mali. Quando l’Impero, lacerato da lotte di successione, iniziò la propria scadenza, Gao stava diventando sempre più potente e organizzato. Nel periodo di massima espansione l’Impero dei Songhai si estendeva quasi fino al Lago Ciad ad Est e all’entroterra dalla costa atlantica ad Ovest. Si racconta che i suoi imperatori avessero compiuto il viaggio alla Mecca con sé 300.000 pezzi d’oro.

Una caratteristica di questo nuovo impero fu la creazione di un esercito professionale e la suddivisione amministrativa del territorio in province, ciascuna affidata ad un governatore. Inoltre i giudici, i medici e gli studiosi musulmani erano stipendiati dallo Stato. A metà del XV secolo, l’Impero dei Songhai aveva raggiunto il massimo splendore e regnava su quasi tutta l’Africa occidentale.
L’Impero dei Songhai era destinato però da essere l’ultimo dei grandi imperi dell’Africa occidentale. A questa età gloriosa pose fine l’audace invasione degli eserciti stranieri che attraversarono il Sahara nel 1591.

Impero del Mali

L’Impero del Mali, fondato a metà del XIII secolo da Soundiata Keita, capo dei Malinke, è forse il più leggendario tra gli imperi dell’Africa Occidentale. La sua ricchezza e il suo prestigio furono tali da richiamrare l’interesse del mondo esterno verso il continente più di ogni altro impero africano.
L’impero del Mali raggiunse l’apogeo nel VIX secolo, quando arrivò a controllare non solo i commerci sulle rotte transahariane e le minime d’oro che avevano arricchito l’Impero del Ghana, ma anche un vasto territorio che si estendeva dall’odierno Senegal ad Ovest fino a Niger ad Est. L’ambizione di questi sovrani era pari solo alla sfrenatezza ed agli sperperi che caratterizzavano il loro regno.
Fu il Re Abubabakri II ad inviare una spedizione attraverso l’Atlantico quasi due secoli prima di Cristoforo Colombo. Solo una nave fece ritorno, e i marinai raccontarono di un grande fiume che scorreva nel cuore dell’Oceano.
Abubakri II condusse una seconda spedizione di 200 navi, nessuno delle quali però riuscì a tornare in patria.
Il successore designato da Abubakri II, Re Kankan Musa ( pronipote di Sundiata Keita), divenne uno dei più straordinari sovrani africani. Come tutti i regnanti del Mali, Musa era un devoto musulmano e nel 1324 compì il rituale pellegrinaggio alla Mecca, accompagnato da un seguito di oltre 60.000 persone, con oltre 500 suddetti adibiti soltanto al trasporto dell’oro.

Lungo la strada il Re donò così tanto oro da far controllare il prezzo di questo metallo a livello mondiale per 12 anni, e secondo alcuni addirittura per una generazione intera. Questa sciagurata condotta richiamò l’attenzione dei mercanti europei che si trovavano al Cairo, e rapidamente si diffusero voci di una favolosa ricchezza nascosta nel cuore del deserto.
Sotto il governo dei re del Mali, i commerci transahariani raggiunsero la loro massima espansione, generando una ricchezza che trasformò le principali città del Mali in grandi centri economici e culturali. Particolarmente importante era Timbuctu, dove furono fondate due università islamiche e dove vennero chiamati architetti arabi da Granada per costruire nuove moschee, tra cui quella di Dyingerey Ber.

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1 Comment

  1. 28 marzo 2017
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    Grande Talla! Spero che la storia di Mansa Musa ispiri tanti nuovi ricchi africani a condividere la ricchezza in modo produttivo come sta facendo Tony Elumelu in Nigeria

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