Gabriele Rosati


Girando per internet alla ricerca di qualcuno che mi catturasse sono inciampata in foto in bianco nero di una serata tra amici, foto che potrebbe scattare chiunque direte, molto grezze, flash e via, ma mi hanno ugualmente incuriosito, ho voluto approfondire: mi sono ritrovata a sfogliare sia foto di moda che progetti personali, tutti accomunati da linee pulite molto eleganti ed una forte ricerca della composizione.

Quando ho contattato Gabriele gli ho chiesto di suggerirci un brano da ascoltare, dato che IYEzine tratta principalmente di musica, che potesse accompagnarci nella visione dei suoi lavori

Keaton Henson – “In the Morning”

Az: Ciao Gabriele! Raccontaci un po’ chi sei e cosa ti ha portato alla fotografia.

G: Gabriele Rosati, art lover.
Ho vent’anni e qualche mese, studio fotografia da circa un anno e mezzo, amo dipingere e incollare vecchi ricordi o nuove avventure. 
Al liceo ho intrapreso un percorso sulle arti visive per poi passare ad una ricerca improntata principalmente sulla fotografia.

Az: Chi ti ha influenzato e/o ti sta influenzando oggi nel tuo lavoro?

G:I miei riferimenti sono molti e di tutti i generi.
Adoro Modigliani, impazzisco per Vivien Sassen e Nan Goldin.
Osservo Duchamp, voglio continuare a conoscere Balenciaga, ho un ossessione per Jon Hopkins.

Az: Pensi che la fotografia ad oggi, con il boom tecnologico a cui è stata sottoposta e l’impiego in campo commerciale, sia ancora definibile come un medium artistico?

G: La fotografia salva le persone. 
Personalmente ricerco molto nel mondo digitale e sono sempre esposto a contaminazioni di qualsiasi genere; sta a noi, che costantemente ingurgitiamo immagini, selezionare quelle immagini che creano un silenzio nel nostro interno, che creano un momento di sospensione dove è bello perdersi, 
per poi ritrovarsi.

Az: Progetti che hai in mente?

G: Al momento sto lavorando a molti progetti, che spaziano dalla moda al reportage. 
Due su tutti: collaborazione con NAIVE, negozio di Empoli, e #bloodyriot progetto scattato con un usa e getta a Londra nella notte del 31 di dicembre. 
A breve farò una mostra a Firenze (presso luoghi ZAP) intitolata “Vuoti dove le persone dovranno salire una scala per vedere foto bruciate incollate e sgualcite”
Speriamo bene.

Az: Rispondi ad una domanda che non ti è stata posta ma a cui avresti voluto rispondere

G: “Cos’è che ti ispira?”
Il mio lavoro si contamina costantemente di qualsiasi attimo quotidiano. Tento di materializzare uno stimolo da qualsiasi cosa, come può essere ad esempio prendere una caffè con un unknown, ascoltare Cosmo in macchina prima di una serata, stare seduto alla stazione, comprare occhiali da sole vintage nei mercatini che poi dopo due giorni perdo. 

Cercare un esistenza e mangiare gelato fino a morire

ecco quello che voglio. 

Instagram: https://www.instagram.com/gabrielerosati_/
Sito web: https://gabrielerosati.com/


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