Conversazioni con Epi – Pessoa


whatsapp-image-2016-09-19-at-07-39-42

Epi: Oggi parti dal profondo con uno dei tantissimi aforismi di Pessoa; sei giunto “nel mezzo del cammin di nostra vita” e, consapevolmente o meno ti attrae il senso della nostra nullita’. Pessoa e’ qui un poco amaro e guarda nell’infinito e trasparente pozzo della sua coscienza quasi con delusione sul valore nullo anche dellle sue riflessioni. In uno di questi suoi voli sulla vita scrive:” Io non ho filosofia: ho sensi. Se parlo della Natura, non e’ perche’ sappia cio’ che e’ ma perche’ l’amo e l’amo per questo perche’ chi ama non sa mai quello che ama, ne sa perche’ ama, ne cosa sia l’amore. Amare e’ l’eterna innocenza, e l’unica innocenza e’ non pensare. ” Il nulla, l’annullamento, attrae tanto quanto l’essere, anche perche’ ci stiamo camminando contro. In esso intuiamo una misteriosa bellezza e siamo, nel profondo, coscienti che solo dal nulla si puo’ creare la vita, anzi, la vita altro non e’ che l’unione dell’essere col non essere. E questo nostro desiderio di annullamento non e’ altro che desiderio di vita, di nuova vita. Siamo dei ribelli, anche Pessoa, siamo cioe’ trasformatori, creatori di vita. E quando siamo tristi o malinconici o soffriamo stiamo covando il passaggio, uno dei tanti infiniti passaggi. Anche la fisica moderna sta scoprendo che il cosidetto “nulla” altro non e’ che il magma in cui galleggia la materia visibile e che in esso e da esso prende consistenza, essenza. Pessoa non vuole guardare indietro o in avanti vuole solo il “carpe diem”, ma non riesce a stare fermo e continua a scavare nel fondo infinito del suo “nulla” e tirare fuori una sequenza continua di intuizioni di vita. Restando continuamente esterrefatto di cosa vien fuori dal NULLA !!!

 
Epi: Lo hanno gia’ scoperto in tanti: NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE; TUTTO SI TRASFORMA SOLTANTO. Questo assioma mette comunque un poco in crisi coloro che sostengono L’INIZIO, IL BIG BANG. Cio’ che e’ eterno, cioe’ senza fine, significa anche che non ha mai INIZIO. E Tanti concepiscono l’immortalita’ come qualcosa da ottenere o meritare. Nessuno ottiene o… .. merita niente: ogniuno e’ e fa solo quello che e’. E Pessoa mi sembra che lo abbia ben capito col suo “carpe diem”.
Simone: Ritorna tutto. Come avevamo già parlato la puntata scorsa. 
Simone: Il nostro percorso è circolare come dicevamo ieri con leo 
Simone: La.circolarità del nostro essere a dell.universo stesso
 
Leo: La bellezza è nella connessione di pensieri.. in questi giorni mi ripetevo come un mantra nulla si crea nulla si distrugge.. tutto si trasforma… dal nulla al nulla.. attraversando spazi di incanto e di dolore… un’immersione apparente giocata tra proiezioni differenti di sé.. di stati che sono magma, si, di passaggi, semplici passaggi di tempo… Pessoa ha avuto una visione illuminante… ha radicato in una manifestazione apparentemente unica l’individuo… non solo uno è l’uomo, non solo uno il sé… quando ha generato il suo primo eteronimo, Alberto Caeiro, è stato invaso da una grande emozione.. e frenesia creativa.. paradossalmente, ha sentito.di.aver trovato un maestro.. da lui stesso generato… così si è moltiplicato.in una collettività di io.. non solo di proiezioni.speculari.. ma ha cercato.di incorporare in se anche identità altre… la generatività dell’essere umano, la disposizione alla.creazione mi suggestiona… perché degli esseri consapevoli della fine hanno la.necessità di.riprodursi o di lasciare traccia di sé per la fruizione di una collettività, avvinti dalla fede di andare oltre alla propria finitezza?

whatsapp-image-2016-09-22-at-20-03-03
Epi: NON SOLO UNO E’ L’UOMO, NON SOLO UNO E’ IL SE’. L’intuizione o affermazione di Leo e’ illuminante ed apre una porta alla indagine conoscitiva dell’essere umano. La capacita’ umana di moltiplicarsi in personalita’ altre, persino in antitesi fra loro, mi fa riflettere sul mistero del mio profondo. Quanti ruoli ho svolto, quante maschere ho indossato, quante parti ho recitato, quante personalita’ ho manifestato, quanti nomi ho indossato nella mia vita !! Quasi mi vien da chiedere: ” ma io chi sono, cosa sono ? ” Eppure mi accorgo di avere vissuto intensamente, credendoci e godendo ognuna di queste mie facce. Ed ora mi ritrovo, dopo tanti anni in un nuovo ruolo, con una nuova maschera, in un nuovo posto a recitare un’altra parte. Che mi piace e che SENTO ANCH’ESSA MIA. E sento che potrei recitare altre parti sentendomi sempre me stesso. Senza sentirmi falso o ingannevole. Perche’ mi accorgo che cio’ che faccio lo voglio fare con amore, verso me stesso e verso coloro con cui mi relaziono. ( Penso che Pessoa giocando coi suoi eteronimi abbia scoperto queste capacita’ in se’ ) Pero’ ho scoperto che questo mio navigare nei miei altri se’, altri eteronimi, ha alla base una regola non scritta e quasi impronunciabile che si chiama OBBEDIENZA ALLA STORIA. Obbedienza al filo che mi conduce, che si manifesta in modi diversi ed a volte persino bizzarri, ma sempre perentori e inderogabili. E qui si manifesta il mistero della vita, della mia e quella di tutti gli altri esseri. E come Leo sono perplesso sul motore, l’impulso creativo e procreativo dell’essere e dell’universo. ANDARE OLTRE LA PROPRIA FINITEZZA sottolinea Leo. Ma quale finitezza dobbiamo considerare ? La morte del nostro corpo ? La morte del nostro spirito ? Eppure dopo tante morti SONO ANCORA QUI !!
 
Leo: Avrei voluto prendermi un tempo muto e isolato tra i me, per stare nel tempo spirituale e profondo di questa conversazione. Per essere libero dalle incombenze di logiche e ingranaggi, per essere nello stato di ispirazione e abisso lucido della consapevolezza. Ci sono degli stimoli profondi in questo scambio e comunione di visioni. La prima pietra è nella assoluta estraneità nella vita reale, per cui avviene, a mio sentire, la straordinaria e libera trasmissione che si ha tra compagni di viaggio. Poi ci sono delle suggestioni, che mi condizionano scioccamente. Epi in me viene tradotto,non so per quale divertimento estetico della mente, in epicentrico, per cui mi sento in contatto con un essere umano caratterizzato da una grande forza mentale e, dalle parole che ho letto, da un essere umano realmente e profondamente vivo. Un’altra suggestione, altrettanto frivola, è la volontà di continuare questa conversazione senza condizionamenti, in modo puro, senza incontrarci. Riprendo ora la traiettoria dell’essere ancora, qui. Si, abbiamo una responsabilità inevitabile: esistiamo! Come disse il subcomandante Marcos durante la marcha zapatista nello Zocalo, a Città del Messico: aqui estamos! C’è quindi un essere nel tempo della specie, nella Storia, che ci porta ad essere testimoni e costruttori dell’evoluzione della società nel tempo che ci è dato. E c’è una responsabilità individuale: essere vita. Vita vera.
 
Leo: Per quanto siano determinanti i condizionamenti sociali nella costruzione dei differenti.sé.dell’individuo, che offrono di buon grado.bozze dei copioni da.seguire, penso che.ci sia.una necessaria responsabilità di fiorire, di assumere.la forma del miglior essere umano.che si.possa essere, al limite delle possibilità e possibilmente anche.oltre.
 
Epi: ASSUMERE LA FORMA DEL MIGLIOR ESSERE UMANO conclude Leo. Gia’, e qui viene il bello del nostro tanto agitarci. Un tale caduto da cavallo duemila anni fa’, sulla via di Damasco, scriveva in seguito a dei suoi amici, a proposito del diventare migliori: RINNOVATEVI OGNI GIORNO TRASFORMANDO LA VOSTRA MENTE !! Ma cosa vuol dire diventare migliori ? Forse qui serve guardare cosa ci muove ogni giorno: Se mangiamo cerchiamo il boccone migliore; se comperiamo un vestito lo vogliamo migliore del precedente; se ci ammaliamo vogliamo guarire e stare meglio; se viaggiamo cerchiamo bei luoghi, belle immagini, mirabili opere d’arte; se ascoltiamo ci attraggono le musiche che si armonizzano coi suoni che vibrano silenziosi nella nostra mente, ecc… ecc… Insomma, la tensione che ci pervade impercettibilmente, ma continuamente e’ LA BELLEZZE, LA RICERCA DELLA BELLEZZA, IL DESIDERIO DI NUOVA BELLEZZA !! Ma i nostri occhi e la nostra mente si abituano presto ad ogni novita’ e sorge la stanchezza, la noia. Ed ecco il bivio: vivere nella sofferenza della noia o vivere nella sofferenza della ricerca del nuovo !! Rinnovarsi ogni giorno significa quindi SCEGLIERE OGNI GIORNO LA NOSTRA DOSE DI SOFFERENZA. Un amico di quel Saulo caduto da cavallo sosteneva : SE VUOI LA VITA ACCETTA L’ AFFANNO DI OGNI GIORNO ! Ma anche la noia e’ spesso l’affanno, la sofferenza di ogni giorno ( e quante volte scegliamo questa via nel quotidiano ) e brancoliamo con occhi spenti in mezzo agli altri e quanti altri occhi spenti ci circondano BRAMOSI DI UN OSCURO O DIFFICILE MEGLIO. Ma la vita e’ astuta, molto piu’ astuta e imprevedibile di noi e ci conduce comunque dove vuole lei. NESSUNO CONOSCE DOVE SOFFIA LO SPIRITO E DOVE CONDUCE !! Il nostro vivere e’ allora nuotare in un fiume dal percorso e destinazione ignota. E cercare di nuotare nel modo e nella corrente che ci fa sentire bene con noi stessi. E allora, solo allora scopriremo tanti altri noi stessi che nuotano con noi felicemente incoscienti del nostro andare e del dove andare. Tanto c’e’ IL FIUME CHE LO SA !!
 
Epi: Per quanto vogliamo resistere, o fingere di resistere alla vita, essa ci alletta, ci chiama, e comunque VINCE !!

whatsapp-image-2016-09-22-at-11-27-51

Condivisioni 11

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *