Captain Mantell – Dirty White King


Recensione

Con questo disco i Captain Mantell ribadiscono di essere fuori dal comune, e portano avanti un percorso musicale unico ed ottimo, che spazia ovunque come è giusto che ci sia

I Captain Mantell sono uno dei gruppi italiani più innovativi e dallo spettro più ampio di azione musicale. Il Captain Mantell è il produttore e musicista trevigiano Davide Mantelli, che potrebbe benissimo essere la cosa italiana più vicina concettualmente a Frank Zappa che abbiamo. Perché qui la musica diventa concetto, e il concetto si fa musica. Sintomatico è il nome assunto dalla band e dal suo frontman, con riferimento al Capitano Mantell, il primo e penso unico pilota morto nell’inseguimento di un ufo, e la cifra stilistica del gruppo è quella.

In questo disco la visione si ampia maggiormente, arrivando ad incupirsi, indurendosi come le vene del marmo, ma la speranza non muore.

La musica del gruppo è indefinibile, perché si passa agevolmente dal pop, a qualcosa di più magnificente che è ben più del rock. I Captain Mantell ci fanno viaggiare, proponendo direzioni altresì sconosciute. Se si dovesse elencare un motivo per scegliere i Captain Mantell si potrebbe indicare l’enormità della loro musica, davvero di ampio respiro. Sincerità, capacità di lanciarsi senza paracadute, ed in questo caso anche musica più dura, come dei Faith No More che copulano coi Therapy?, per poi non intristirsi dopo l’eiaculazione, ma continuare come prima. La storia che sta alla base di Dirty White King, è insieme la più complessa e difficile che ci sia : è la narrazione di un uomo che fa le sue scelte e ne paga il prezzo, e penso che ne sappiate proprio qualcosa. In questa storia c’è tutta la gamma delle possibilità umane, ma anche della loro ombra sulle nostre vite. SI sceglie ed è difficile, si fa e se ne paga le conseguenze. Infatti Dirty White King è giustamente inquieto, nervoso, ha la forza di un fiume sotterraneo che cerca di sgorgare fuori dalla terra e spinge in molte direzioni.

Le impalcature sonore sono al solito magnifiche ed imponenti, fieramente originali ed aperte a tutti. Con questo disco i Captain Mantell ribadiscono di essere fuori dal comune, e portano avanti un percorso musicale unico ed ottimo, che spazia ovunque come è giusto che ci sia. Attenzione : disco totalmente slegato dai generi e dalla definizioni.

TRACKLIST
1.Dirty White King
2.The Invisible Wall
3.Stuck In The Middle Ages
4.Worst Case Scenario/Alone
5.Blood Freezing
6.Livor Mortis
7.Let It Down
8.Inner Forest
9.Days Of Doom
10.In The Dog Graveyard
11.Even Dead
12.And Nothing More To Come… Maybe

LINE-UP
Tommaso Mantelli – Guitars and Voice.
Sergio Pomante : Sax.
Mauro Franceschini : Drums.

URL Facebook
https://www.facebook.com/captainmantell

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